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    Stretto di Messina: finalmente le regole

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    di Giusva Branca
    – Tanto tuonò che piovve! O meglio, ci sono voluti svariati incidenti e numerosissime – e non sempre note – collisioni sfiorate in mare perché qualcuno si facesse carico del problema relativo alla sicurezza dei trasporti nello Stretto di Messina.

    Dal 15 gennaio del 2007, data della tragedia del Segesta, solo adesso, meglio tardi che mai, si è concluso l’iter per la famosa “Authority” che dovrà regolamentare e vigilare su quella Babele in movimento che è diventato lo Stretto di Messina.

    Il primo – e già decisivo – elemento di novità sarà costituito da una sorta di “rotatoria” che, girando attorno ad una boa ideale, costringerà le rotte  dei natanti che tagliano tra la sponda siciliana e quella calabrese a non intersecarsi più tra di loro, ma a “girare largo”.

    Già con questo accorgimento, per il quale, tuttavia, non era necessaria una particolare scienza, ma solo qualcuno che lo decidesse, la tragedia del gennaio 2007 si sarebbe evitata, e, ugualmente, numerose altre collisioni sarebbero state scongiurate.

    Certo, qualcuno dovrà anche occuparsi dell’efficienza dei mezzi che, a titolo diverso, solcano le acque che – in vero – già Ulisse superò non senza perigli.

    La novità è che quel qualcuno adesso c’è.

    E non è poco.