
di Giusva Branca – Agosto, storicamente, è il mese migliore per affrontare – lontano dai riflettori – in maniera spesso disinvolta le tematiche più delicate. Nello sfascio economico dell’Asp di Reggio, rispetto al quale in generale Cetola sta provando a raccapezzarsi, in nome della tutela dei conti economici
assistiamo a dinamiche strane assai.
Cetola è, di fatto, fuori dal controllo della Regione Calabria, come dimostrato dalla difficoltà riscontrata dall’assessore Spaziante nel mettersi in contatto con lui che, in un’occasione, ha anche disertato un incontro.
Relativamente alla vicenda dei farmacisti ex Asl Palmi e Reggio si sta sfiorando il grottesco e, in qualche caso, si corre pericolosamente sul crinale dei diritti e dei diritti violati.
Ai farmacisti spettano ben 12 mensilità arretrate e la situazione – soprattutto per la farmacie più piccole – è al limite del collasso.
I rapporti tra Cetola e l’associazione di categoria sono sempre più complicati, mentre l’Asp, senza lasciare tracce ufficiali, sta proponendo transazioni inaccettabili a chi ha bisogno come il pane di liquidità chiedendo di rinunciare ad una parte del credito maturato.
In una nota Federfarma fa riferimento ad una sorta di profittazione dello “stato di necessità” e, pur se l’immagine è un po’ forte, c’è molto di vero, anche in considerazione della scelta degli interlocutori che l’Asp sta operando, assai sotto traccia, individuati esclusivamente in coloro i quali non hanno adito le vie legali per il recupero delle somme cui hanno diritto.
Uno Stato che non riesce a garantire i diritti acquisiti e, soprattutto, che scoraggia il ricorso all’Autorità Giudiziaria per vederli tutelati dà un pessimo segnale di sé.
Soprattutto in Calabria….




