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    Quel desiderio (insoddisfatto) di un caffè

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    di Franco Calabrò
    – L’auto con targa straniera si ferma nella piazza del paese sulla costa ionica, una zona, come si legge nelle cronache locali, ad alta densità turistica, tra emigrati di ritorno e villeggianti, la popolazione ad agosto si quadruplica.

    Gli occupanti, piuttosto accaldati (chi è del Nord non è facile che tolleri le nostre temperature…africane) si dirigono verso l’unico bar, piuttosto civettuolo, con gli ombrelloni aperti, qualche vaso coi fiori, ed al titolare che sta mettendo in ordine alcune bottiglie di liquore, chiedono qualcosa che, quando la canicola colpisce, è un vero toccasana: la granita di limone.

    “Signori, sono spiacente, niente granita, manca l’acqua, stamattina non ho ancora potuto lavorare”.
    E allora, un buon caffè, la granita la prenderemo più avanti, la Jonica è piena di locali. Ma anche stavolta la risposta è da gelo:”non posso fare il caffè, la corrente manca da ieri sera, se volete qualche bibita, ma vi avverto che è calda”.
    I nostri malcapitati turisti risalgono in auto e si dirigono a tutta velocità verso il centro, molto più popoloso, diamine qui troveremo granite a iosa. In mezzo alla strada, due operai del Comune stanno caricando a fatica rifiuti raccolti sul ciglio della strada, c’è un pò di tutto, dalle gomme d’automobile a dei sanitari smontati dall’idraulico che sta rifacendo il bagno a qualcuno, e poi un materasso, scatole di cartone, tante bottiglie e roba in plastica, tutto materiale da far felici i fanatici della differenziata.
    Anche nel paese più grosso, però, dove affittare una casa per un mese ti costa almeno duemila euro, l’acqua manca, la gente è in rivolta, molti turisti hanno disdetto le camere e sono andati alla ricerca di luoghi meno inospitali. Questa è l’estate in tante zone del Reggino dove parlare di turismo diventa sempre più una esercitazione verbale. E, infatti, meglio lasciar perdere, in attesa delle scuse di Loiero.