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    Le ragioni di Franco Tricoli

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    ”Fino all’ultimo possono esserci ripensamenti miei personali. Se accettero’ lo faro’ solo per salvaguardare un patrimonio che da’ lavoro a 700 famiglie”. Lo ha detto all’ANSA il procuratore di Crotone, Franco Tricoli. Tricoli, lunedi’ prossimo, lascera’ la magistratura per andare in pensione e secondo notizie di stampa fara’ il presidente del blind trust delle aziende, che operano nel settore rifiuti, di Raffaele Vrenna,

    l’imprenditore condannato a quattro anni per concorso esterno in associazione mafiosa, a conclusione di un’inchiesta condotta da un magistrato della procura crotonese applicato alla Dda. ”L’unica motivazione – ha aggiunto Tricoli – e’ in favore dei dipendenti. Mi sono consultato anche con colleghi e consulenti a livello universitario. Non sono al soldo di nessuno. Non ci sono soldi che possono comprare l’etica e la trasparenza di una persona. Io vivo della rendita che mi ha lasciato mio padre, un patrimonio etico ed umano. Il problema giudiziario e’ dell’operatore economico. Sara’ condannato, sara’ assolto. Questo non interessa il trust. Sono sorpreso ed allarmato delle reazioni. Invece di parlare delle aziende si e’ concentrata l’attenzione sulla persona. Il trust salva l’azienda e l’operatore economico esce. Ed a capo del trust puo’ esserci solo una persona di spiccata moralita’ e trasparenza che abbia espresso se stesso con equilibrio, operativita’ e incisivita”’. ”Non ravviso dubbi – ha concluso Tricoli – su quello che faccio. Faccio quello che sento. La mia biografia parla per me. Diversi uomini di governo mi hanno detto forse e’ stato trovato in Calabria, finalmente, il sistema per salvare le aziende”. ”Ho la massima fiducia nella mia segreteria che deriva non da valutazioni personali, ma in base a come lavora”. A dirlo e’ stato il procuratore di Crotone, Franco Tricoli, in merito a notizie di stampa in cui si evidenzia che la sua segretaria e’ la moglie di Raffaele Vrenna, l’imprenditore crotonese condannato in primo grado a quattro anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Tricoli dovrebbe diventare il garante del blind trust delle imprese di Vrenna al quale, dopo la condanna, e’ stato tolto il certificato antimafia. ”La mia segretaria – ha detto Tricoli all’ANSA – non ha mai demeritato. E’ una delle poche che ha un certa professionalita’ e affidabilita’. Ai colleghi ho sempre detto che non me ne potevo privare. Quando facevo le misure di prevenzione antimafia erano affidate solo a lei”. Tricoli ha anche tenuto a precisare che il pm del suo ufficio che ha coordinato l’inchiesta su Vrenna, Pierpaolo Bruni, lo ha sempre informato degli sviluppi, anche se era applicato alla Dda di Catanzaro. ”Ho assicurato – ha detto – la crescita dei miei ragazzi, aprendo le porte alla Dda. Altri non lo fanno”. Il magistrato ha anche sottolineato il suo impegno contro le cosche del crotonese. ”Sono stato il primo magistrato sul territorio, da giudice istruttore – ha detto – che negli anni ’70 e ’80 ha fatto arresti in tutte le cosche e per questo ho subito serie minacce. Abbiamo anche saputo ci furono anche delle riunioni tra cosche per organizzare una strategia contro la mia persona”. (ANSA).