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    Cosa si nasconde dietro l’arresto del leader serbo bosniaco R. Karadzic


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    di Franco Arcidiaco e Enrico Vigna – Forum Belgrado Italia –
    L’arresto dell’ex Presidente della Bosnia Serba R. Karadzic, avvenuta in un momento particolare della vita politica serba, è molto probabilmente uno dei prezzi stabiliti a Bruxelles dall’Unione Europea e dalla NATO, con l’egida dell’illegale Tribunale USA dell’Aja, per il nuovo governo serbo, il quale, sostenuto, finanziato e controllato dall’occidente, deve ora ripagare i suoi padroni, svendendo la dignità e la storia nazionale del proprio popolo. Ora Karadzic, poi toccherà al Generale Mladic e come atto finale ci sarà la resa e la consegna definitiva del Kosovo.

    Così la Serbia sarà finalmente “civilizzata, “europea”, “liberata”, seppur immiserita, umiliata, devastata socialmente e violentata nella sua dignità nazionale. 

     

    Il problema non è, come ci vogliono far credere, legato ai presunti crimini di guerra avvenuti quasi sicuramente su entrambi i fronti, come inevitabilmente avviene nei processi di conflittualità e guerra fratricida. Il problema vero e centrale, che la disinformazione strategica cerca di nascondere e occultare, è quale potenza, per propri interessi strategici, ha progettato, finanziato e favorito quei processi devastanti e distruttori. Quelle leadership occidentali dovrebbero quindi andare sul banco degli imputati della storia, come facemmo con il Tribunale R. Clark per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, che condannò storicamente e moralmente gli allora leader europei e statunitensi.

     

    La vicenda di R. Karadzic, leader in quel momento storico del popolo serbo bosniaco, è interna agli eventi tragici delle guerre jugoslave e là deve trovare una risposta, che dovrebbe avere però come obbiettivo una pacificazione storica (sicuramente molto difficile) tra le genti bosniache. Ma questo certamente non interessa ai politici occidentali, che hanno fomentato attraverso fantocci fanatici locali il dispiegarsi sanguinoso delle guerre balcaniche. Le responsabilità legate a quei fatti devono essere valutate e giudicate non dai finanziatori e approfittatori occidentali di quelle guerre, ma dagli organismi politici e giurisdizionali di quei paesi.

     

    Con quale coraggio si parla di giustizia, quando criminali accertati come Alija Izetbegovic, ex leader fondamentalista bosniaco e aizzatore dal 1941dell’odio etnico e religioso, non è mai stato giudicato; o Naser Oric, capo delle bande terroristiche musulmane bosniache, che scatenò il terrore intorno a Srebrenica prima della sua caduta, vergognosamente assolto nei giorni scorsi dal cosiddetto Tribunale dell’Aja. Per non citare i kosovari A. Ceku, H. Thaci o R. Haradinaj , che sono addirittura diventati capi di governo o ministri vezzeggiati dall’occidente, riconoscente per il lavoro di pulizia etnica svolto nel Kosovo. Solo quando l’occidente intraprenderà un processo di accertamento della verità storica uguale per tutti, significherà che starà lavorando per cercare e favorire la pace, la giustizia e la convivenza tra i popoli.

     

    Da parte nostra continueremo a lavorare per cercare la verità storica perché solo attraverso essa ci può essere giustizia, in caso contrario si perpetueranno e favoriranno l’odio, il fanatismo e le sopraffazioni.

    Franco Arcidiaco e Enrico Vigna

    Forum Belgrado Italia