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Generale, dietro la collina ci sta la notte…ed un buco da 500 milioni di euro!

19 Giugno 2008
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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massimocetola

           di Giusva Branca

Non è compito nostro, né ambizione, dispensare bacchettate e distribuire responsabilità. E’, invece, dovere di ogni organo di stampa informare e quindi, indirettamente, vigilare su quanto accade. Tra le ansie legate alla formazione che Donadoni metterà in campo contro la Spagna e le perplessità per un’estate che tarda ad arrivare, si sta consumando l’atto finale, quello più emblematico del fallimento di una società moderna e democratica: il non riuscire a garantire i servizi sanitari di base.

“E la novità dov’è?” , direte voi.

Il fatto è che adesso cominciano a fare capolino i numeri, diffusi proprio dal generale Cetola, un militare mandato a dirigere l’Asp, un segno dei tempi.

E’ chiaro che Cetola non ha colpe per il passato, prossimo e remoto, ma è altrettanto incontestabile che il generale, insieme all’incarico, ha abbracciato responsabilità precise.

Le responsabilità derivanti dal dover fare qualcosa in fretta e, se non ci sono i margini, dall’obbligo che lui ha di richiedere, altrettanto d’urgenza e pubblicamente, interventi straordinari alla Regione Calabria o, in, ultima analisi, gettare la spugna.

Ma dicevamo dei numeri: il buco di bilancio accumulato dalle precedenti, sciagurate gestioni dell’Azienda sanitaria reggina ammonta – per difetto, visto che ancora una quantificazione precisa non è stata possibile – a 500 milioni di euro o, se preferite, 1000 miliardi delle care, vecchie lire!

Ma c’è di più (se possibile); c’è, amaramente, molto di più: siamo alla metà del 2008, il bilancio 2007 non arriva e proprio ieri, in Commissione regionale, Cetola ha fatto quasi cadere dalla sedia (ma recitavano) molti politici affermando che dell’approvazione di molti bilanci precedenti (2006, 2005), non esiste traccia!!!

Insomma, una situazione totalmente fuori controllo, nel passato per le spese e nel presente per le conseguenze che proprio da queste derivano oggi.

Ma dal generale ci aspettiamo tanto.

Ci aspettiamo che riguardo a tematiche urgenti e di fortissimo impatto sociale – leggi farmacie ed Hospice –  Cetola metta spalle al muro la Regione Calabria (intesa in modo impersonale, apartitica, visto che la genesi di questo sfascio affonda le radici assai in là nel tempo) che, per avere sbagliato scelte, per non avere vigilato e, sostanzialmente, per avere assistito inerme all’assalto dei predoni alla sanità reggina, è responsabile fino al midollo, in maniera diretta ed oggettiva.

Dal generale Cetola ci aspettiamo che pretenda dalla Giunta stanziamenti straordinari ed immediati per scongiurare la chiusura dell’Hospice, in attesa che qualcuno si ricordi di inserire la sua voce a bilancio.

Dal generale Cetola ci aspettiamo che, senza giri di parole e mettendo fine all’andazzo delle coperture di “amici degli amici” perpetuatosi per anni, metta sul tavolo tutti gli impegni di spesa assunti, setacci gli appalti e, finalmente, controlli, mettendo a frutto il proprio rigore militare e la propria storia investigativa, i flussi economici. E renda pubblico ogni risultato di questa sua attività, mettendo in un angolo la “ragion di Stato”.

Flussi economici che, come in Procura sanno bene, da sempre hanno caratterizzato, indirizzato ed evidenziato dinamiche torbide di malaffare legate ad interessi quasi sempre giganteschi.

Le farmacie sono chiuse, l’Hospice sta per chiudere, le case di cura private sono al limite, i servizi offerti dall’Asp sono quasi sempre al di sotto del minimo accettabile.

Nulla di nuovo sotto il sole.

Il maestrale soffia su Reggio.

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