• Home / RUBRICHE / Storie / Calabria, Europa, nell’anno del Signore 2006

    Calabria, Europa, nell’anno del Signore 2006

    regioneE' la storia di un arresto. Di una richiesta di condanna ad otto anni di carcere. Ma potrebbe anche essere la storia di un parlamentare già consigliere regionale che trova un suo omologo in carcere insultando un magistrato e di una regione dove non c'è azienda sanitaria che sia immune da indagini.
    Roba che potrebbe spalmarsi in diversi anni ed invece, viene tutto fuori nel giro di quarantotto ore, ma si sa, siamo in Calabria.

    Andiamo con ordine. Premettendo che arresto e richiesta di condanna rappresentano due colpi distinti che aggrediscono – politicamente, sì – due soggetti diversi.
    L'arresto, per fatti legati alla sanità laziale, riguarda il direttore generale dell'ospedale "Pugliese" di Catanzaro, Antonio Palumbo. Uno degli intoccabili di Loiero. Contro il quale negli ultimi mesi, anzi dalla sua nomina, si erano duramente espressi, sull'onta delle lamentele dell'intero gruppo Ds alla regione Lazio, l'ex partito del governatore di ferro, La Margherita ed il Viceministro agli Interni, Marco Minniti che ne chiedevano, a più riprese, la rimozione. 
    Una tegola sulla testa di Loiero che si è così dovuto piegare alle critiche della Margherita, con in testa il segretario regionale Franco Bruno. "Questi gli uomini di Loiero" tuona in sostanza.
    Ma neanche il tempo di puntare l'indice, brandendo non si capisce quale parte del codice etico, che ecco come…chi di spada ferisce…
    Si! Perché al capogruppo della Margherita, Enzo Sculco, giunge in serata, tanto per allungare ancora le infinite giornate calabresi, la notizia della richiesta di condanna a suo carico da parte del pm di Crotone, Pier Paolo Bruni, che lo indaga in un ampio procedimento per truffa, corruzione, estorsione ed altri reati. Otto anni di reclusione per una sentenza che arriverà a fine novembre.
    C'è di più? C'è sempre di più. Per giornalisti, magistrati, opinione pubblica.
    Perché tutto questo accade, è vero, in 48 ore, mentre nelle successive 48 si svolgerà Consiglio e poi Giunta. Il primo a metà tra l'imbarazzo e la tensione, la seconda con il nodo direttori generali da sciogliere – vedi alla voce fondi comunitari – e i DS che minacciano l'appoggio esterno.
    Rimangono le altre due storie. Giusto per aprire l'argomento ASL è di questi giorni l'indagine interna all'Azienda Sanitaria  n. 4 di Cosenza dalla quale emergerebbe una truffa da oltre 2 milioni di euro per protesi pagate e mai consegnate. E poi rimane ancora il consigliere che insulta un magistrato. Si tratta di Ennio Morrone, deputato intercettato, ma già consigliere regionale, che visitando l'amico Franco Pacenza – in carcere – si lasciò andare a considerazioni poco felici circa il magistrato titolare delle indagini. Il tutto finito sulle pagine del settimanale "L'Espresso".
    Proprio un bel quadretto mentre la stampa libera, che spesso arriva prima delle toghe, si ritrova costretta a difendersi da queste. E' il caso di Calabria Ora e di tutti coloro i quali – giornalisti e non – hanno ritenuto di dover pubblicare la relazione sull'ASL di Locri. Link rimossi, siti oscurati, indagini e sequestri di computer.
    E sorridete, ma non troppo, perché non siete su una candid camera. (Ant. Mont.)