Era una tranquilla domenica di ottobre, il seggio delle "primarie" del centrosinistra, a Locri, pullulava di persone. Un anno fa il sedici ottobre veniva trucidato in pochi attimi Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria.
Un anno è passato da quel giorno, grossi passi avanti ha fatto riscontrare l'inchiesta, ma ancora la verità, tutta la verità è lontanissima dal venire a galla.
Il contesto in cui è maturata la decisione di assassinare Fortugno è ancora torbido nell'individuazione dei suoi contorni e tutto ciò -ovviamente- contribuisce ad avvelenare il clima politico tra accuse e strumentalizzazioni. La presenza del presidente del consiglio, Romano Prodi, sulla tomba di Fortugno, può significare tutto e niente.
La sensazione è che – come accadde con Aldo Moro per il Paese- il fantasma di Fortugno non darà pace alla Calabria per un bel pezzo.




