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    Foti: “Non contiamo niente!”

    lilloconferenzaLillo Foti stavolta non sorride.
    Lillo Foti stavolta non è pronto alla battuta ed agli ammiccamenti, come al solito.
    Lillo Foti stavolta non pare sicuro di sè come sempre.
    Ha voluto incontrare la stampa di domenica mattina, dopo una settimana di "silenzio e meditazione", successiva alla sentenza della Corte Federale.

    Il colloquio è subito franco e diretto, con domande secche e risposte altrettantoincisive.

    Mai in 20 anni le conferenze stampa di Foti – da sempre apoteosi del 'dico e non dico' -sono state così incisive, corpose.

    L'atmosfera è greve, fin dall'inizio, sa di quadri appena usciti e che, se non riportano una bocciatura, comunque ti rimandano a settembre in tre o quattro materie:

     

    "All'improvviso" -attacca Foti- "senza motivi specifici, dopo 20 anni siamo diventati un mostro. Hanno colpito la dignità di 20 anni di lavoro ed impegno, senza nessuna prova di scorrettezze. Forse prima ero superficialmente baldanzoso e fiducioso, ora, dopo avere sbattuto contro un muro, mi sono reso conto che siamo poca cosa, non contiamo praticamente nulla, abbiamo un peso specifico prossimo allo zero. Siamo stati letteralmente aggrediti, io, la Reggina e Reggio Calabria, e si tratta di un'aggressione che va oltre qualsiasi fianco noi possiamo avere dato"

     

     

     

    Ecco, presidente, parliamo di questo "fianco" al quale ti riferisci

    "Non faccio fatica a riconoscere che alcune leggerezze le abbiamo commese; se, ad esempio, avessimo pagato le tasse quando dovevamo non si sarebbe resa necessaria la fideiussione, pur perfettamente regolare che ha portato alle difficoltà dell'estate scorsa. Allo stesso modo se non avessi telefonato a Bergamo, pur con l'obiettivo di un confronto finalizzato alla continua crescita della Reggina Calcio, oggi non saremmo qui. Tuttavia tutto ciò non mi pare possa giustificare questa che, ripeto, è un'aggressione in piena regola"

     

     

     

    Hai detto che siamo stati aggrediti, hai confermato che non contiamo nulla, allora perchè questo accanimento, secondo te?

    "Mah, bisogna tenere in considerazione gli interessi dei terzi, Lecce, Bologna…"

     

     

     

    Suvvia, Presidente, non penserai davvero che clubs piccoli come noi possano scatenare quella che tu chiami un'aggressione…sai spiegarti perchè il sistema, quello che conta veramente, si sia scagliato contro la Reggina, come sostieni tu?

     

    "Non lo so, non lo capisco. O meglio dei sospetti ce li ho, ma me li tengo per me, visto che non ho prove in mano. Di certo sette anni di serie A quasi continuati da parte di una realtà piccola come la nostra qualcuno non ce li ha perdonati. Ad esempio, però, l'altro giorno leggevo un'intervista a Massimo Moratti che chiariva come fossero i designatori a sollecitare le società ad avere continuo dialogo con loro e che ricordava come, nel 2001, l'Inter pagò una salata multa per il caso-passaporti. Peccato che della prima dichiarazione nessuno tiene conto, eppure arriva da uno "pulito", mentre per la seconda nessuno ricorda quale fu la società danneggiata e mai risarcita per i tesseramenti talmente irregolari da giungere alla pesante multa per l'Inter"

     

     

     

    Presidente, non ti sembra un atteggiamento vittimistico, forse tipico dei meridionali e che tu non hai mai tenuto in passato?

    "E' vero, in 20 anni, mai ho fatto la vittima, anche quando ce n'erano i requisiti, ma stavolta il segno è stato abbondantemente superato"

     

     

     

     

    Ed ora?

    "L'unica via che abbiamo per provare a limitare i danni è che ogni Reggino che conti, in Italia, in ogni settore, faccia sentire la sua voce, testimoni per ciò che la Reggina rappresenta ed urli che abbiamo subito una grave ingiustizia.
    In tutti i campi, istituzioni, stampa, persoaggi pubblici. Seve un segnale forte, fino
    ad ora la nostra voce è arrivata fioca. Peraltro manifestazioni scomposte dei tifosi farebbero solo ulteriore danno alla nostra immagine. Noi, per parte nostra, proseguiremo fino alla fine il percorso segnato dalla giustizia sportiva.

     

     

    Quindi al Tar non ci andrete…

    "Lo vedremo strada facendo, ma noi, comunque, nonostante tutto, vogliamo dimostrare al sistema che ci sappiamo stare all'interno di questo che, per altra via, ci sta massacrando; ma l'importante, lo ripeto, è comprendere che la Reggina Calcio, da sola, non può farcela a gestire una sfida così imponente, sul piano politico prima e tecnico poi, anche se per il secondo, come sempre, sappiamo ciò che facciamo"

     

     

     

    A proposito di fronte tecnico gli investimenti di mercato sono apparsi deludenti,soprattutto in considerazione dell'impresa alla quale la squadra è chiamata


    "Bah, la sfida è stata impari da sempre, per noi e quest'anno lo sarà ancora di più; noi eravamo d'accordo col tecnico: o eravamo in condizioni di investire su calciatori che giustificassero un sacrificio e, quindi, un rischio di natura economica, oppure avremmo optato su gente che ci garantisce voglia di sacrificio e di impegno.
    La nostra
    disponibilità economica ed il fatto di non avere sperperato ora , comunque, ci consente – ove se ne riscontrassero la necessità e l'opportunità- di intervenire sull'organico più avanti, in una seconda fase"

     

     

    Presidente, in questa fase, invece, interessa qualcuno dei numerosi svincolati disponibili?

    "Assolutamente no"

     

    La vicenda Cozza-Brienza-Vigiani, poi tutti sfumati presenta lati oscuri…

    "Non è così; per Brienza avevamo l'accordo col calciatore, ma poi il Palermo ha fatto stranamente marcia indietro, per Vigiani ci siamo ritrovati di fronte ad un atteggiamento come sempre ostile da parte del Livorno e ad una richiesta fuori mercato del suo presidente" -(3 milioni n.d.r.)- "mentre con riferimento a Cozza mi preme ringraziare Ciccio per la sua disponibilità a decurtarsi in maniera consistente l'ingaggio, pur di tornare a Reggio, ed in ogni caso restava un impegno molto alto per noi.
    Tuttavia anche qui le richieste del Siena erano elevatissime ed abbiamo ritenuto inopportuno accettarle"

     

     

     

    E sul piano del'organigramma societario cambierà qualcosa?

    "No, restiamo con la solita composizione; la mia squalifica ci costringe a modificare qualcosa sul piano formale, il consiglio di amministrazione ha già investito del potere di firma il vicepresidente Gianni Remo, mentre sotto l'aspetto operativo continuerò a muovermi con la collaborazione del dott. Riccardo Bigon"

     

     

    In conclusione, tra sette giorni è campionato

    "Si, è vero, ma la partita più importante la giochiamo fuori dal terreno di gioco, stavolta;  o reagiamo, civilmente e senza proteste inutili ed inopportune, tutti assieme o l'avranno vinta loro"