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Vibo, cronache dall’inferno

3 Luglio 2006
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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alluvioneUna vera e propria alluvione di acqua e fango.

Non esistono altri termini per provare a definire quanto accaduto nel Vibonese.

"In due ore sono caduti oltre 190 millimetri d'acqua, una situazione del tutto al di fuori del normale" – ha dichiarato il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso.

L'acqua ha invaso rapidamente i centri urbani, mista a fango e detriti, ma è stata la violenza dell'acqua a creare una situazione del tutto incontrollabile, con le automobili ed ogni genere di oggetto scagliati come schegge impazzite, al punto che sono state numerose le persone che erano per strada costrette ad arrampicarsi sui balconi o sui tetti delle case più basse.  

Il più piccolo tra i morti un bimbo di 15 mesi che era in auto con la mamma.

Vistasi perduta ha cercato di passarlo in braccio ad un automoblista che, però, è stato travolto insieme al piccolo dall'acqua.

L'uomo è stato ritrovato e soccorso poco dopo, mentre per il piccolo non c'è stato nulla da fare.

Ulisse Galioti, di 40 anni e Nicola De Pascali, di 44, entrambe guardie giurate, sono morte in auto travolti dalle acque, mentre Antonio Arcella, pastore di 46 anni, è rimasto fulminato in campagna mentre accudiva alle pecore. Secondo gli esperti l'aspetto più grave è stato determinato dalla rapidità con cui il temporale iniziale si è trasformato in nubifragio.

Lo stesso responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha sottolineato come ''stamattina – ha
detto il capo della Protezione civile parlando con i giornalisti – mi ero accertato delle condizioni meteorologiche e tutta l'Italia era sgombra di nuvole ad eccezione di una perturbazione segnalata proprio nella zona di Vibo Valentia che non lasciava presagire, pero', quanto poi e' accaduto''

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