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    Alluvione Vibo: non è colpa della natura.

      Regione Calabria( Italy) – 2006 d.C.

    Un forte temporale si abbatte nell'Area della Provincia di Vibo Valentia nella mattinata di Lunedì 3 Luglio.

    Improvvisamente un forte boato scuote la Città di Vibo ed i Paesi della zona, ed il fango travolge tutto: edifici, strade, campagne.

    Tra le urla di disperazione, alcune soffocano, altre si spengono, alcune riescono miracolosamente a salvarsi: 4 morti (tra cui un contadino colpito da un fulmine; gli altri tre sono stati travolti dalla furia delle acque – tra loro un bimbo di 16 mesi ) e  22 feriti (2 in gravi condizioni).

    Uno tsunami al contrario: l'onda assassina stavolta non è arrivata dal mare, ma dalle zone interne, e s'è poi diretta verso il litorale della Calabria Tirrenica con ancora maggiore violenza, travolgendo tutto quello che ha trovato sulla propria strada. 

    Ma è possibile che nel mondo moderno, con tutte le tecnologie avanzate ed i successi della scienza, ancora possano accadere cose simili ?? 

    Dal punto di vista meteorologico e naturale, è normale che avvengano episodi simili: ci sono sempre stati e sempre ci saranno.

    La vera domanda che ci dobbiamo porre, interrogando le nostre coscienze, è: E' davvero possibile che con i livelli odierni di progresso, non riusciamo a salvaguardare la nostra vita da fenomeni simili, neanche utilizzando tutti gli strumenti a disposizione ?  

    La risposta sarebbe scontata: no! non è possibile che con tutti i mezzi odierni, si muoia a causa di un nubifragio!

    Ma la realtà della Calabria riesce a smentirlo: è possibile, eccome: sta succedendo in Calabria, e non una volta sola, ma abbastanza di frequente!

    Era il 10 Settembre 2000 quando nel Camping Le Giare – Località Soverato (Catanzaro), morirono 13 persone per l'esondazione di un fiume.

    Ed oggi, dopo oltre sei anni da quella terribile tragedia, a pochi chilometri di distanza si muore ancora travolti dalle acque.

    Non è cambiato niente dopo tutto questo tempo: tante parole, ma nessun fatto.

    Parole, parole, parole, mentre fuori la gente muore.

    E poi che senso ha se il Presidente della Protezione Civile vola subito da Roma a Vibo, nei luoghi della tragedia ?
    E che senso ha se poche ore dopo arriva anche il Presidente del Consiglio ?
    E che senso hanno le parole di cordoglio del Presidente della Regione e del Presidente del Consiglio Regionale ?
    Loro, le Istituzioni, e loro personaggi che rappresentano le Istituzioni, dovrebbero vergognarsi che nelle loro terre accadano ancora cose del genere, nel 2006 d.C. (è bene precisarlo!).

    Dovrebbero vergognarsi sia per loro stessi che per i loro predecessori, perchè nulla hanno fatto per evitare situazioni di questo tipo, e perchè non hanno dato mai ascolto a chi cercava di far capire quanto fosse importante concentrarsi sulla tutela dell'ambiente e la valorizzazione dei ruoli meteorologici.

     

    Perchè in Calabria non esiste ancora un Centro Meteorologico Regionale, che invece c'è in molte altre Regioni d'Italia ?
    Perchè in Calabria non esistono radar che permettono un costante monitoraggio della situazione meteorologica ?
    Perchè in Calabria non esiste una rete di stazioni di rilevamento atmosferico e ambientale ?

    Perchè, perchè, perchè???

    Eppure le persone interessate ci sono…

    Negli ultimi anni proprio in Calabria sono nate diverse Associazioni, Organizzazioni e Gruppi di persone che operano in materia: sono appassionati di meteorologia e climatologia che hanno deciso di dedicarsi all'ambiente, all'atmosfera, ai fenomeni meteorologici per studiarli, capirli, analizzarli e prevederli.

    Per loro è una passione, ma sono coscienti che potrebbero rivestire un grande ruolo di utilità sociale.

    Perchè le Istituzioni non colgono l'occasione di queste Associazioni per poter mettere in condizione i previsori di poter sapere in anticipo quando si verificano episodi simili, per poi tutelare il bene fondamentale dei cittadini, cioè il diritto alla vita ?

     

    Perchè non si valorizza la figura del meteorologo, non si istallano dei radar, non si crea una rete di stazioni meteorologiche, non si crea un Centro Meteorologico Regionale, non si mettono al lavoro tutti questi studiosi e ricercatori che potrebbero analizzare ed approfondire il clima e la meteo-climatologia Calabrese tutelando la popolazione tutta dai fenomeni violenti della natura ?

     

    Basterebbe finanziare l'acquisto dei mezzi: delle stazioni meteo, dei radar, dei computer, dei locali, e darli in gestione a chi dimostra di avere le credenziali, la preparazione e la serietà per poter operare in modo preciso e dettagliato.

     

    La possibilità c'è, le varie realtà che operano nel settore già ci sono, i contatti ci sono pure, l'esigenza c'è, eccome se c'è.

    Manca soltanto la volontà.

    E finchè manca la volontà, noi del settore non potremo fare altro che analizzare, studiare, seguire i fenomeni e spiegarne la loro evoluzione solamente dopo che si scatenano nella loro forza brutale.

    Perchè se è vero che nella maggiorparte dei casi riusciamo a prevedere quello che succede, ci sono determinate condizioni in cui è impossibile capire con precisione ed estrema localizzazione quello che accadrà nelle ore successive.

    Con un Radar sarebbe tutto risolto, così come in altri Paesi del mondo ma anche in molte altre Regioni d'Italia hanno saputo ovviare al problema, prevenendo numerosi episodi che altrimenti sarebbero state tragedie.

    Per ora, quindi, non possiamo far altro che, in casi del genere, analizzare a posteriori eventi simili, capendone la genesi e la struttura, analizzando mappe, satelliti e fulminazioni, facendo anche noi la conta dei danni.

     

    Ed è quello che continueremo a fare con passione, nella speranza che qualcuno presto capisca quanto sia importante valorizzare la figura del meteorologo nella società moderna, e con la speranza ancor più forte che affinchè a livello istituzionale ci sia interesse in tal senso, non debbano avvenire altri "Soverato" o "Vibo Valentia".

     

    In conclusione un'ultima nota, che poi non è altro che l'ennesima speranza: che questa volontà non arrivi esclusivamente nei giorni delle varie campagne eletorali!!!

    Sarebbe ancora peggio, sarebbe da 2006 a.C. …. 

     

     

     

    Peppe Caridi – Presidente MeteoWeb O.N.L.U.S. 

     

     

     

     

    Due immagini di Vibo Valentia, 3 Luglio 2006