
di Dario Lo Cascio – Le discariche si schierano contro i comuni morosi e la prospettiva di una nuova emergenza rifiuti si fa ogni ora più realistica. Il debito dei trentotto comuni azionisti dell’Ato Me 2 è talmente alto che le società che gestiscono i punti di raccolta hanno deciso di chiudere le porte.
Qualche giorno fa, nel corso di un’assemblea, i sindaci avevano trovato un compromesso con la TirrenoAmbiente, che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. Pagare il 5% del debito accumulato fino ad oggi, cioè circa 1 milione e 200 mila euro, sulla cifra totale che i comuni dovrebbero elargire alla società, ben 27 milioni e 400 mila euro. In realtà le promesse fatte non sono state mantenute. Di tutti i comuni, fino a ieri solo quello di San Piero Patti ha versato la cifra richiesta. La discarica quindi, l’unica presente in tutto il territorio della provincia di Messina, da oggi chiuderà i cancelli ai messi dell’Ato2.
Oltre la TirrenoAmbiente, contro l’Ato2 si muove anche la Oikos spa, la società che gestisce la discarica di Motta Sant’Anastasia. La Oikos ha presentato un’istanza di fallimento nei confronti dell’Ato2, la quale ha contratto un debito di 3 milioni di euro. Secondo i suoi dirigenti però l’Ato non può dichiarare bancarotta, in quanto società a partecipazione pubblica. Inoltre tra Ato e Oikos era stato stipulato un pagamento rateale, in realtà interrotto solo dopo pochi mesi. Secondo gli stessi dirigenti al limiti di potrebbe riprendere questa modalità di pagamento, ma mai dichiarare fallimento.
Una soluzione per pagare i debiti dei 38 comuni potrebbe arrivare dalla Regione. Esiste infatti in Finanziaria una parte di fondi che potrebbe essere destinata a questo scopo. La cifra però dovrebbe essere restituita dai comuni entro vent’anni. Il presidente dell’Ato2, Salvatore Re, si è dichiarato dubbioso su questa soluzione: «Non è chiaro come e con quali modalità la Regione eroghi i fondi richiesti. Abbiamo avuto l’impressione che questa operazione sia delegata alle banche che erogherebbero direttamente i soldi richiesti. Appare urgente e necessario chiedere un chiarimento immediato al Ragioniere generale della Regione il quale dovrà indicarci il percorso da seguire per ottenere le anticipazioni.»
Oltre la TirrenoAmbiente, contro l’Ato2 si muove anche la Oikos spa, la società che gestisce la discarica di Motta Sant’Anastasia. La Oikos ha presentato un’istanza di fallimento nei confronti dell’Ato2, la quale ha contratto un debito di 3 milioni di euro. Secondo i suoi dirigenti però l’Ato non può dichiarare bancarotta, in quanto società a partecipazione pubblica. Inoltre tra Ato e Oikos era stato stipulato un pagamento rateale, in realtà interrotto solo dopo pochi mesi. Secondo gli stessi dirigenti al limiti di potrebbe riprendere questa modalità di pagamento, ma mai dichiarare fallimento.
Una soluzione per pagare i debiti dei 38 comuni potrebbe arrivare dalla Regione. Esiste infatti in Finanziaria una parte di fondi che potrebbe essere destinata a questo scopo. La cifra però dovrebbe essere restituita dai comuni entro vent’anni. Il presidente dell’Ato2, Salvatore Re, si è dichiarato dubbioso su questa soluzione: «Non è chiaro come e con quali modalità la Regione eroghi i fondi richiesti. Abbiamo avuto l’impressione che questa operazione sia delegata alle banche che erogherebbero direttamente i soldi richiesti. Appare urgente e necessario chiedere un chiarimento immediato al Ragioniere generale della Regione il quale dovrà indicarci il percorso da seguire per ottenere le anticipazioni.»




