Il gup di Vibo Valentia, Lucia Monaco, ha rinviato a giudizio cinque persone coinvolte nell’inchiesta che nel febbraio del 2009 porto’ al sequestro di 120 appartamenti ed otto complessi residenziali realizzati, rispettivamente, a Vibo Marina e nella frazione Bivona di Vibo
Valentia in aree sottoposte a vincolo perche’ a rischio alluvione. Il sequestro fu disposto dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che accerto’ l’irregolarita’ delle costruzioni perche’ realizzate malgrado i divieti conseguenti all’alluvione che nel luglio del 2006 provoco’ a Vibo Marina e Bivona la morte di tre persone, tra cui un bambino di 16 mesi. Le persone rinviate a giudizio dal gup, che ha accolto la richiesta del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, sono Antonio La Gamba, di 82 anni, rappresentante legale della societa’ titolare della concessione edilizia; Pietro Naso (57), amministratore unico della stessa societa’; Francesco Mirabello (33), committente dei lavori di ristrutturazione di due capannoni realizzati nell’ambito dello stesso intervento edilizio; l’architetto Paolo Gioele Pelaggi, di 43, progettista di uno dei due complessi edilizi sequestrati, e Giacomo Consoli, di 57, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Vibo Valentia, accusato di avere rilasciato la concessione edificatoria per la realizzazione dei due complessi. Un altro degli indagati Giuseppe Coloca, di 69, costruttore, ha chiesto di essere processato col rito abbreviato. Le persone rinviate a giudizio sono accusate di abuso d’ufficio e violazione della legge urbanistica. Per le persone rinviate a giudizio il processo e’ stato fissato per il 13 luglio prossimo. Il dibattimento col rito abbreviato a carico di Coloca si svolgera’ davanti al gup il 23 luglio. (ANSA).




