
di Dario Lo Cascio – Ancora una volta è emergenza rifiuti per i comuni nella quale la gestione è affidata all’AtoMe2. E ancora una volta protagonista è la Genesu, la società che gestisce la raccolta di rifiuti. Sono due i fattori che stanno di nuovo riempiendo le strade di Milazzo,
Barcellona e tutti le città limitrofe, grandi e piccole, di immondizia: innanzitutto la Genesu ha deciso di non distribuire le mensilità di dicembre ai lavoratori.
Ovviamente questo ha subito fatto scattare lo sciopero dei dipendenti, esasperati dagli stipendi pagati a singhiozzo.
Questa è una situazione non nuova, che si è ripetuta più volte nel corso del 2009, causando notevoli disagi, soprattutto in occasione di feste locali e “notti bianche”, quando la quantità di rifiuti è evidentemente maggiore.
A peggiorare la situazione arriva l’interdizione, da parte dei gestori della discarica di Motta Sant’Anastasia, agli auto compattatori della Genesu, che non ha pagato a quanto sembra il pregresso conferimento dei rifiuti.
I 38 comuni dell’Ato2 quindi, anche nel caso i lavoratori riprendessero la raccolta, dovrebbero trovare un altro posto per scaricare l’immondizia, in quanto la discarica di Mazzarà è chiusa per lavori. Preoccupazione tra i sindaci e tra i lavoratori quindi, poiché la Genesu prospetta un disimpegno dell’appalto e quindi un licenziamento collettivo.
Il primo cittadino di Barcellona, Candeloro Nania, auspica una situazione in tempi brevi. Pressioni quindi sul governatore della Regione, Raffaele Lombardo, ed anche sul governo nazionale, per tentare di dare una svolta alla difficile situazione dei rifiuti in Sicilia. Lo stesso sindaco Nania inoltre ha affermato che non si può scaricare l’intera responsabilità degli eventi sui Comuni come vorrebbe fare l’assessore regionale Michele Cimino.
Per i lavoratori qualche spiraglio positivo dagli incontri dei sindacati con il presidente dell’Ato2, Salvatore Re, che ha affermato che non sarà più versato denaro alla Genesu ma direttamente ai lavoratori. Questa somma sarà comunque insufficiente a coprire le mensilità arretrate.
Lavoratori, sindaci e soprattutto cittadini sperano in una risoluzione in tempi brevi, prima che la situazione precipiti ulteriormente.
