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Cgil: con Epifani, in 15mila in piazza a Messina (le foto)

28 Novembre 2009
in Spaziostretto
Tempo di lettura: 6 minuti
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http://www.meteoweb.it/images/cgilme/17.JPG
di Gaetano Saccà – Sono arrivati da ogni provincia della Sicilia i manifestanti che oggi hanno animato il corteo che si è svolto oggi a Messina; adulti e ragazzi, donne e uomini, vecchi e bambini, tutti uniti nella giornata di lotta per le regioni del sud.

La città è stata il centro di questa protesta, con decine e decine di rappresentanti dei vari sindacati, partiti politici e associazioni di lavoratori e studenti. Il merito va anche alla presenza del segretario nazionale della CGIL Guglielmo Epifani, che intorno alle 11:15 si è unito al corteo: i manifestanti hanno riservato un caloroso benvenuto al “compagno” Guglielmo, stringendosi intorno a lui e cantando cori.
Oltre a lui, hanno partecipato all’evento anche il segretario generale della CGIL Messina Lillo Oceano, la segretaria regionale della CGIL Sicilia Mariella Maggio, i segretari regionale e provinciale del PD Giuseppe Lupo e Pippo Rao, il pacifista Renato Accorinti della Rete No Ponte e infine il segretario generale della CGIL Lombardia Nino Bassotto, che ha voluto costruire, con la sua presenza, un metaforico “ponte” tra la Sicilia e la Lombardia.
Tra gli altri partecipanti segnaliamo Sinistra e Libertà, il Wwf, il Movimento degli Universitari, l’Arci, la Cia, la Casamatta della sinistra, L’Osservatorio minori “Lucia Natoli”, il “Comitato la nostra citta’”, l’associazione “Messinasenzaponte”, la Rete Studenti Medi Siciliani.

 

Il “compagno” Guglielmo, come c’era da aspettarsi, ha voluto spendere alcune parole riguardo la tragedia che ha colpito la città il primo di Ottobre: il segretario si è lamentato di come sia stata trattata la popolazione delle zone alluvionate, immediatamente bollata con l’infame appellativo di “abusiva”. In seguito, ha criticato la soluzione prospettata dal governo di ricostruire in altri luoghi i paesi distrutti, le famose new town, poiché non è possibile obbligare le persone a vivere in paesi “finti”, artificiali. Per Epifani è poi “una vergogna” l’aver dimenticato la tragedia di Messina, balzata agli onori della cronaca solo per qualche giorno, per poi finire nel dimenticatoio: ne è una prova la bocciatura della legge finanziari che avrebbe dovuto portare in Sicilia circa 300 milioni di euro. Neanche il ponte sullo stretto sfugge alla sua disamina: per lui, il ponte sullo stretto “non è una necessità”, in quanto ci sono questioni ben più importanti da affrontare: messa in sicurezza del territorio, lotta alla disoccupazione dilagante, politica di investimenti per rilanciare il sud.

 

Dopo l’arrivo di Epifani al tribunale, il corteo si è diretto verso piazza del Popolo (ora Andrea lo Sardo), attraversando piazza Cairoli e il viale San Martino: la viabilità ne ha risentito parecchio, e le forze dell’ordine facevano fatica a trattenere gli automobilisti infuriati che tentavano di imboccare le vie interessate dalla manifestazione. Un dettaglio curioso, che fa riflettere sulla situazione della viabilità a Messina, è stato il rallentamento del corteo dovuto al traffico della via Santa Cecilia, che ha finito per bloccare per qualche minuto il lungo serpentone dei manifestanti.

Durante l’evento abbiamo avuto modo di intervistare Lillo Oceano, segretario della CGIL Messina, al quale abbiamo posto un paio di domande riguardo la manifestazione e la situazione dei lavoratori messinesi.

 

Dott. Oceano, oggi è una giornata di mobilitazione nazionale: con questa manifestazione, cosa sperate di ottenere per Messina?

Vogliamo che siano prese delle serie contromisure contro questa crisi, che qui a Messina ha colpito molto duramente i lavoratori: sono più di 4000 i posti di lavoro persi, e verso la fine di quest’anno aumenteranno ancora. Non vogliamo che la disuguaglianza tra la Sicilia e il resto d’Italia aumenti ancora, e per questo è necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni. E Messina non deve essere più lasciata sola, perchè la nostra città ha bisogno di interventi immediati per la messa in sicurezza del territorio e delle persone.

Ha parlato di disoccupazione: cosa potete fare allora per tutti quei lavorati che, con l’abbandono della Sicilia da parte delle FS, perderanno il loro posto?

Ecco, questo è paradossale: si dovrebbe tentare di rilanciare la Sicilia, aumentare i posti di lavoro, potenziare i collegamenti di terra tra le città, e invece succede il contrario. Cercheremo di aprire con il governo e gli enti regionali un dialogo affinché sia messa la parola fine a questo scempio. Noi chiediamo l’uguaglianza, vogliamo che non ci sia più la disparità che fino ad oggi c’è stata tra la Sicilia, il sud Italia ed il nord.

Come detto in precedenza, tra i manifestanti erano presenti le delegazioni di molte categorie di lavoratori: tra di essi però, vi erano anche tanti studenti. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con alcuni di loro, e in particolare abbiamo intervistato Andrea Frangiamore, responsabile della Rete Studenti Medi Siciliani.

 

Abbiamo visto tanti ragazzi nel corteo, tutti insieme a manifestare: voi studenti cosa vi aspettate da questa iniziativa? Cosa vorreste?

Siamo un centinaio di ragazzi provenienti da tutte le province della Sicilia, e siamo tutti qui per rivendicare un cambiamento reale. Si sa qual è la situazione delle scuole siciliane, e quello che noi vorremmo è che venissero investite più risorse negli istituti pubblici, la maggior parte dei quali sono fatiscenti e mancano di adeguate attrezzature. In questa regione poi, non esiste alcuna legge per il diritto allo studio: la Sicilia è una regione a statuto speciale, e in quanto tale dovrebbe avere una legge che tuteli il diritto di ogni cittadino ad essere istruito. La realtà purtroppo è ben diversa, e l’abbandono degli studi è una realtà che i ragazzi siciliani conoscono bene: tanti di loro lavoreranno in nero, e tanti altri diverranno manovalanza mafiosa per le cosche.

Non si può che essere contenti nel vedere quanto interesse ci sia stato per questa manifestazione, che ha unito le genti siciliane tutte qui a Messina. Ma un dubbio sorge spontaneo mentre ci allontaniamo dal corteo, ormai sciolto: vedremo mai così tanti messinesi scendere in piazza e lottare per il loro futuro, senza che sia necessaria la presenza di un segretario nazionale? O forse tutte le persone che abbiamo visto oggi sono state richiamate più dalla presenza di un personaggio importante come Epifani, che da un vero sentimento di riscatto? Noi speriamo vivamente che non sia così.

Foto di Gaetano Saccà

 

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