
La grande isola del Mediterraneo, quindi, si piazza al terzo posto nella classifica nazionale, rispettivamente dietro la Lombardia (35.550 vaccinazioni) e l’Emilia Romagna (35.093).
Il totale dei vaccinati in Italia non supera le 150.000 unità, il che significa che circa il 15% dei vaccinati in Italia si registra in Sicilia. Nella sola città di Messina, e nella sua provincia, sono state già vaccinate oltre 3.500 persone (3.532 per l’esattezza).
Questi, però, sono dati parziali perché riguardano solo gli ospedali Policlinico di Messina e quelli dell’Asp di Mistretta, Taormina, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Sant’Agata di Militello. Mancano, ancora, i dati del Papardo e del Piemonte di Messina, oltre che di altre strutture convenzionate e di enti pubblici che hanno richiesto il vaccino. I dati ricevuti dall’Istituto superiore della Sanità, dunque, mettono in evidenza la paura dei cittadini di contrarre quella che è stata definita “influenza suina”, portandoli alla scelta della vaccinazione nonostante le voci a proposito della sua tossicità.
A tal riguardo si è pronunciato l’assessore Massimo Russo: “Nessun allarme, situazione sotto controllo. La macchina organizzativa in Sicilia – rassicura– sta funzionando benissimo e le evidenze scientifiche ci confermano che si tratta di una normalissima influenza. Siamo comunque attrezzati a tutti i livelli per fronteggiare un eventuale peggioramento della situazione. In quanto ai presunti rischi connessi alla vaccinazione, posso dare ampie rassicurazioni: il vaccino è stato adeguatamente testato e il ministero della salute lo ha distribuito proprio perché non esiste nessun profilo di rischio. Tutte le voci contrarie in tal senso non sono supportate da adeguati riscontri oggettivi”– ha concluso.




