“Non e’ un problema di uomini e mezzi ma di viabilita’”. Cosi’ il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, ha sintetizzato le difficolta’ dei soccorsi dopo l’alluvione che ha colpito
Messina. “Abbiamo circa 500 soccorritori divisi tra i vigili del fuoco che hanno fatto confluire squadre da tutte la Sicilia e dalla Calabria, ci sono le colonne mobili dei vigili del fuoco da Napoli e da Roma. Abbiamo anche un centinaio di genieri dell’esercito della brigata Aosta, sono arrivati anche da Palermo, ci sono tecnici della polizia e carabinieri che si aggiungono ai volontari”, ha spiegato Bertolaso. Ma malgrado lo spiegamento di forze, l’opera di soccorso non e’ facile perche Giampilieri e Scaletta, le zone piu’ colpite, sono preossoccge inaccessbili: “Queste due vallate -ha detto il capo della Protezione civile- sono molto strette le strade sono state sbriciolate dalle frane e dalle colate di fango. Ci sono anche una ragnatela di cavi elettrici non segnalati che creano altri problemi. Non ci son piazzole di atterraggio sulla zona. E’ un lavoro che andra’ avanti ancora per parecchio tempo. Ho registrato sette-otto frane importanti distacchi di versante, alcuni di queste hanno colpito abitazioni a Giampilieri abbiamo purtroppo la certezza che in queste case vi siano ancora delle persone”. (AGI)




