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    Archeo: “Zanni Gurgolo”. Guarda il video

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    diDaniele Castrizio –
    Chairete! – Stavolta il messaggio che affido al popolo del WEB è veramente semplice: ridatemi Giangurgolo!

    La vicenda della maschera di Reggio, lo Zanni Gurgolo (un miles gloriosus, Capitan Fracassa, Capitan Spaventa e chi più ne ha più ne metta … insomma: un eroe a chiacchiere) spinto dal proprio ventre

    sempre a caccia di cibo, merita una piccola riflessione sulla direzione che hanno preso le NOSTRE cose.

    Fino a qualche anno fa, nel quadro di un’Italia attenta a non accentrare tutto nel vorace Nord, ma a stabilire una serie di equilibri, anche culturali, con il depresso Meridione, sui libri di scuola era presente e divulgata la maschera di Reggio, Giangurgolo appunto. Erano gli anni in cui poteva ancora esistere la figura dell’intellettuale della Magna Grecia, oggi soppiantata da quella del delinquente calabrese. Le parole, come tento di ribadirvi ogni settimana da queste colonne, PESANO!

    A distanza di qualche decennio Giangurgolo non esiste più per la scuola italiana, che però ancora si prende la briga di spiegare alle giovani menti l’importanza della Commedia dell’Arte e, quindi, di Arlecchino, Balanzone, Brighella, Gianduia, Colombina, tutti rigorosamente del Nord, lasciando il solo Pulcinella a rappresentare l’altra metà del Paese. Scomparsi sono Giangurgolo di Reggio e Beppe Nappa di Trapani.

    Va bene: questo è il dato oggettivo! Ma, aggiungo io, se è possibile comprendere le ragioni di un Nord longobardo egocentrico ed egoista, molto meno lo è capire il perché la nostra politica e la nostra classe dirigente, nonché gli artisti, abbiano abbandonato una maschera così bella e ricca, che rappresenta la nostra rivalsa contro i dominatori stranieri che ci opprimevano (Giangurgolo veste i colori giallorossi degli Aragona e della Spagna), dipingendoli per quello che erano: dei villani arricchiti dediti a soddisfare i desideri della loro pancia, giustificando se stessi ed il proprio ruolo grazie a prodezze mai compiute ed a meriti mai acquisiti.

    Concludo: si può salvare Giangurgolo. Quello Zanni che io oggi vedo quotidianamente alla guida di un SUV, ingorgato nelle strette ed impervie strade di Reggio come un elefante dentro un appartamento condominiale, mentre tenta di raggiungere un venditore di frittole per strafocarsi delle medesime, sempre con un giornale sportivo sotto braccio, attento ai grandi mali del mondo: Kakà venduto agli Inglesi!

    Scrivetemi cosa ne pensate al mio indirizzo danielecastrizio@gmail.com, oppure presso il mio blog: http://reggioneisecoli.blogspot.com

    Eu prattein!

    P.S.: io scrivo andrangheta e non è un refuso, perché la parola deriva dalla andragathia degli Elleni, che, però, era tutta un’altra cosa!