STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
mercoledì, Aprile 22, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home RUBRICHE Memorie

Memorie – Quando la Reggina ci piaceva più delle ragazze

27 Febbraio 2013
in Memorie
Tempo di lettura: 3 minuti
0

stadiogranilloanni70

di Fabio Cuzzola – La recente scomparsa del calciatore Bortot  ha provocato in me l’effetto delle madeleines di proustiana memoria. “Tortora, Cuttone, Tasca, Snidaro, Dariol, Battiston,

Lomanno, Ferri, Mariano, Scarrone, Bortot.”

Sgranavano a memoria la formazione della Reggina andando a scuola, mentre volgevano all’epilogo i tragici anni settanta, vissuti l’anno precedente nel segno del sequestro Moro.

Al tempo, per noi esisteva solo il calcio e l’unico simbolo politico   era il viso  del “Che” impresso nel simbolo del gruppo ultras che ammiravamo di più : i Warriors! Giacca militare e anfibi da rude boys.

Nati e cresciuti nella parrocchia del Sacro Cuore, per noi lo stadio, che allora era solo “Il Comunale”, era più che un luogo dove andare a vedere  le partite di calcio.

Nel corso della settimana infatti, grazie alla pazienza del custode-giardiniere dell’epoca, il mitico signor Mazzitelli, frotte di bambini e ragazzi imperversavano nell’ampio cortile e negli spazi immensi fra le  gradinate, con biciclette e palloni di ogni tipo.

Era la nostra jungla di Kipling.

La domenica aspettavi davanti ai tubi innocenti che qualche adulto ti facesse entrare alla partita barando sull’altezza e, una volta dentro lo stadio, che gli altri giorni viveva dell’eco dei nostri schiamazzi, diventava il catino dei nostri sogni.

Niente posti numerati, niente tessere del tifoso, niente nomi sulla maglia, niente Tv,  tanta serie C e molto orgoglio di appartenenza.

A ogni stagione si riproponeva   la speranza della promozione, spesso andata delusa per  colpa dei  cugini catanesi, coraggiosi ad invadere Reggio, a vendere i biglietti con il bagarinaggio e anche a vincere a mani basse.

Io alternavo la gradinata alla tribuna, godevo della possibilità di intrufolarmi in sala stampa portando l’Olivetti Lettera 22 di mio nonno, all’epoca cronista storico dello sport reggino.

La curva arrivò solo in terza media quando allo stadio si cominciava ad andare da soli, ed una volta quella denominata “Catania” tutta i legno andò a fuoco.

Per capire cos’era il calcio  e quanto sia cambiato,  seppur nella  breve durata , l’esempio migliore però è quello della trasferta.

L’epoca dei “treni speciali”, più vicina a noi, è immediate mante identificabile  anche dai giovani che oggi  frequentano lo stadio, sopravvivono nella memoria orale quelli di Perugia, i sei di Pescara, quello di Teramo e la “nave speciale” per Porto Torres.

Ma riportando  il nastro della memoria agli anni settanta, di “speciale” non c’era nulla se non la follia e la passione del mettersi in viaggio con i mezzi più disparati.

Fra i quali la “cremagliera” a catena, che da Paola si arrampicava a Cosenza ,  per vedere Brindisi-Reggina  in campo neutro.

Al tempo le invasioni di campo erano all’ordine del giorno e le squalifiche fioccavano.

Un viaggio infinito,   vissuto,  prima nella gioia dello stare insieme con le famiglie,  si andava in trasferta con la famiglia, e poi al ritorno con il sapore della vittoria (1-2) strappata al novantesimo con il giovane Mingrone su assist di Elvy Pianca.

Sapori antichi, come il panino con la frittata tirato fuori e condiviso al ritorno, e i ricordi dei più vecchi che  raccontavano delle sfide con la Morrone  di Cosenza, dove gli spettatori allungando gli ombrelli infilzavano attraverso le reti di protezione i calciatori.

Era proprio un altro calcio, con gli stadi pieni alla domenica,  un’altra Reggio che si leccava le ferite del post rivolta,  un’altra Reggina meno blasonata, ma  più romantica.

Post precedente

Messina, prorogati i termini di iscrizione al Master ”Management dei beni culturali”

Post successivo

Il rompicapo dell’elettore medio: ”Ma chi ha perso le elezioni?”

Post successivo

Il rompicapo dell'elettore medio: ''Ma chi ha perso le elezioni?''

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it