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    I lontani traguardi delle politiche giovanili in Calabria

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un giovane calabrese all’assessore Roccisano

    Preg.ma Ass.re Roccisano,

    chi Le scrive non è un addetto ai lavori, ma semplicemente un giovane calabrese che ha scelto di restare in Calabria per spendere ogni giorno forza ed energie nella propria Terra, fra le innumerevoli difficoltà e le meravigliose emozioni che il nostro patrimonio culturale e artistico può donarci.Le scrivo perché sento di doverLe chiedere se realmente Lei crede che in Calabria si stia lavorando nella giusta direzione per quanto concerne il settore delle politiche giovanili.Le scrivo perché sento il dover morale di chiederLe, anche, se realmente Lei sia soddisfatta per i risultati ottenuti, ad oggi, nel settore delle politiche giovanili.E questa mia ‘necessità’, questo mio dovere morale, nascono precipuamente da quello che è lo status quo di molti, moltissimi, giovani miei corregionali.Chi le scrive ha scelto di studiare in Calabria; si è laureato a Catanzaro presso la Facoltà di Giurisprudenza lavorando a una tesi di laurea avente ad oggetto parte del territorio calabrese; ha svolto la pratica notarile e la pratica legale in Calabria; ha avuto l’onere e l’onore (nell’anno sociale 2014-15) di rappresentare oltre 1.000 giovani rotariani calabresi e campani facenti parte del Distretto Rotaract 2100; ha organizzato raccolte fondi destinati anche a enti e associazioni della nostra Regione (a volte anche per sopperire a mancanze istituzionali). Chi le scrive ama tutti e “15 mila Kmq di argilla verde con riflessi viola” meravigliosamente descritti in ‘Quando fu il giorno della Calabria’ di Leonida Repaci.Chi le scrive ha anche avuto modo di iscriversi al programma Garanzia Giovani e, attualmente, svolge da oltre tre mesi tirocinio senza aver ricevuto neanche un euro.Potrei, e vorrei, considerarmi un unicum. L’eccezione, magari. Ma così non è. C’è chi sta aspettando dallo scorso settembre. Chi da un anno. C’è chi deve contare sul sostegno dei genitori e chi, invece, sta pensando di lasciare definitivamente il ‘Programma’.

    Sono in moltissimi i giovani calabresi delusi dal programma europeo ideato per favorire l’inserimento lavorativo degli under 30. Sono a conoscenza del fatto che sono diverse le Regioni italiane in cui i pagamenti sono bloccati da mesi, imbrigliati nel rimando di responsabilità tra le regioni e l’Inps.Secondo uno degli ultimi report, sui 944mila giovani che hanno aderito al programma solo 595mila, poco più della metà, sono stati presi in carico, nel senso che i centri per l’impiego stanno lavorando alla loro pratica. E di questi solo 269mila, il 28,5%, ha ricevuto un’offerta di lavoro, per lo più un tirocinio. Ma i soldi non arrivano. E cosa ne è, inoltre, degli altri 674.296 giovani? Come recita un antico proverbio calabrese: “l’accia senz’acqua s’assicca”, il sedano senz’acqua si secca (ogni ‘cosa’ ha bisogno di nutrirsi per vivere).Si è chiarito il modus operandi che prevede una vera e propria odissea burocratica per i relativi pagamenti: l’azienda trasmette i documenti alla Regione; la Regione esegue i controlli, compila le liste dei soggetti che hanno diritto all’indennità e trasferisce tali dati all’Inps. Quest’ultima verifica che non ci siano anomalie e poi dispone il pagamento. E intanto migliaia di ragazzi aspettano.Fa sicuramente piacere leggere l’approvazione da parte del dipartimento politiche della gioventù di 704 posti disponibili per i giovani calabresi che intendono partecipare al servizio civile nazionale.Si può sicuramente apprezzare il fatto che siano stati finanziati tutti i progetti, per il Servizio Civile, valutati positivamente dalla Regione Calabria.Com’è sicuramente a Sua conoscenza la Nostra Calabria è la Regione con la disoccupazione giovanile più alta d’Europa: il dato, piuttosto drammatico, emerge dalle statistiche diffuse dall’EUROSTAT in occasione della “Festa del Lavoro” e certifica come la Calabria sia di gran lunga la Regione con il tasso di disoccupazione giovanile (tra 15 e 24 anni) più elevato di tutto il continente nel 2015. Il dato è del 65,1% e non ha eguali in Italia: al penultimo posto c’è la Sardegna con il 56,4%, meno peggio la Sicilia con il 55,9%.La Nostra Calabria è terzultima in Europa e, a dirla tutta, le ultime due posizioni in realtà fanno parte dell’Africa: sono le due enclavi spagnole nel Maghreb, Ceuta e Melilla, dove la disoccupazione giovanile è rispettivamente del 79,2% e del 72,0%.

    Ma si tratta in entrambi i casi di piccolissime realtà territoriali: Ceuta conta 78 mila abitanti, Melilla 73 mila. La Nostra Calabria, invece, è una Regione di 2 milioni di abitanti.La media europea di disoccupazione giovanile è del 20,4%, un dato distante anni luce da quello calabrese.La Nostra Calabria stavolta non è fanalino di coda soltanto per il nostro Paese, bensì per tutto il Continente.A cosa sta portando tutto questo?Sempre più giovani fanno le valige e partono: la Nostra Terra non può offrirgli più nulla e il Sud si spopola. La Nostra Calabria, in particolare, non dà loro più alcun futuro.Sono centinaia di migliaia i giovani calabresi che ogni anno fuggono, letteralmente, all’estero. I ragazzi disoccupati che restano, oggi, si ‘aggrappano’ a Garanzia giovani, ma il risultato è più che noto.Si potrebbe aggiungere, poi, il record negativo delle nascite, negli ultimi anni.Anche l’andamento demografico dei piccoli comuni è caratterizzato da un progressivo spopolamento, iniziato negli anni cinquanta con la cosiddetta “crisi dei presepi”, con riferimento ai piccoli centri interni, “vicini ma inaccessibili”. Da quegli anni, tale crisi è diventata, in maniera irreversibile, la nota dominante della Nostra Regione.

    Questo squilibrio territoriale, nato in quegli anni e che caratterizza ancora oggi la Nostra Regione, è il risultato delle politiche macroeconomiche che si sono susseguite dagli anni cinquanta che ne hanno accentuato i caratteri: i comuni di più grandi dimensioni aumentano la loro densità di popolazione ma diminuiscono in numero, purtroppo.Una Regione in cui, proprio come un secolo fa, anche oggi i giovani scappano in cerca di fortuna, con la speranza di guadagno. E non si tratta della sola fuga dei cervelli, di coloro i quali lasciano la Nostra Calabria raggiungendo altrove la meritocrazia. No, questo è l’esodo che vede laureati e i diplomati andare all’estero per fare anche i pizzaioli, i baristi, i lavapiatti, i muratori, i camerieri. Non si parte per dare lustro al proprio curriculum o per realizzare i propri sogni, ma per mera necessità. Sovente perché diviene l’unica alternativa possibile.Dopo anni di studio, di incertezze, di disoccupazione, di contratti saltuari a 400 euro al mese, di lavoro in nero o della paghetta di mamma e papà, l’unica speranza, purtroppo, è quella di scappare.E così, dall’immigrazione dei padri si è passati a quella dei nipoti che sono meno ricchi dei genitori, che furono invece più ricchi dei loro padri: una vera e propria ‘devastazione generazionale’ (così l’ha definita il docente di diritto – Prof. Ettore Jorio dell’Università nel suo recente articolo ‘Nuove emigrazioni, si rinnovano antichi dolori’) in termini di lavoro e previdenza.Tutto ciò accade nella Nostra Regione.A moltissimi giovani calabresi, nei confronti dei quali la politica, troppe volte, fa da spettatrice non pagante di storie di famiglie che si ‘dividono’, di radici che si spezzano.

    E così la Nostra Calabria si va sempre più desertificando. La realtà è questa. La fuga, che oggi si palesa, certamente, in maniera meno drammatica e silente rispetto a quella dei nostri nonni, porta, comunque, a metter da parte i propri affetti, i propri sogni. Le stesse risorse spese per la formazione di giovani, calabresi, che poi vanno via. La Nostra Regione viene depauperata delle sue conoscenze, delle sue eccellenze intellettuali, delle sue magnifiche maestranze artigianali.Alla luce di tutto questo, e di molto altro ancora qui non riportato per intrinseche ‘esigenze’ di sintesi, Lei crede davvero che in Calabria si stia lavorando nella giusta direzione per quanto concerne il settore delle politiche giovanili? Lei è davvero soddisfatta per i risultati ottenuti, ad oggi, nel settore delle politiche giovanili?Chi le scrive ama questa Regione e non vorrebbe abbandonarla. Né tradirla.Lei che è così giovane, lei che ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi sulla povertà e le diseguaglianze dei giovani in Italia,ci aiuti a salvaguardare i giovani calabresi.

    Grazie.Cordiali saluti,

    Danilo De Fazio-Lamezia Terme (CZ)