Da Antonello Maida* riceviamo e pubblichiamo – Già due anni fa un signore inciampò nel marciapiede che conduce all’ospedale cadendo rovinosamente a terra quando ricorse alle cure del Pronto Soccorso, in quell’occasione lo facemmo presente a mezzo stampa e con i nostri social di comunicazione ma non se ne fece nulla, poi nel tempo lo abbiamo ancora ribadito anche durante incontri con i DG dell’ASP, ma l’appello rimase appeso nel dimenticatoio. Quattro giorni fa a cadere per terra una signora di un paese vicino, per fortuna nulla di grave, è riuscita a tenersi al muro che costeggia il marciapiede, solo un graffio. Ribadirlo ancora, ne siamo certi non sarebbe servito, quindi mano alla cassa dei fondi che i cittadini ci hanno elargito, si è comprato il materiale e con l’aiuto dell’esperienza dei consigli di un “mastro” muratore ecco il manipolo di volontari del comitato con cazzuole, cemento, secchi e carriole riparare le decine e decine di buche a regola d’arte.
Tutto in una mezza giornata lavorativa, tutto per evitare che qualche anziano potesse ricadere su quelle buche e magari avanzare una richiesta di risarcimento a un’ASP che già di suo affoga nel Piano di Rientro. Piccolezze, certo, ma quel marciapiede, lungo circa 100 metri, stava in quello stato da almeno 30 anni con buche che in alcuni casi erano profonde oltre dieci centimetri. Non fosse altro che il marciapiede in quello stato era un pessimo biglietto da visita, lo dimostra il fatto che in molti si sono chiesti: qualcosa si muove per l’ospedale se iniziano ad aggiustare il marciapiede. A noi spiegare che non è così!
*Presidente “Comitato pro ospedale del Reventino”






