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Catanzaro, chiusura Tommaso Campanella: presidente e Dg scrivono a Renzi

19 Gennaio 2015
in Lettere a Strill, RUBRICHE
Tempo di lettura: 3 minuti
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Sanità, Campanella chiude a pazienti non oncologici: ”Con aria non si comprano farmaci”

Riceviamo e pubblichiamo – Illustre Egregio Presidente, chiediamo il Suo autorevole intervento per risolvere una situazione paradossale.
La Fondazione T. Campanella, costituita dalla Regione Calabria e dall’Università Magna Graecia, gestisce il Centro oncologico di eccellenza e di alta specializzazione per la ricerca la ricerca e la cura dei tumori di Germaneto.
Calpestando la volontà dei soci fondatori, la struttura commissariale per il piano di rientro dal debito sanitario, nominata dal Governo, ha annientato il Centro oncologico, dapprima riducendone i posti letto da 135 a 35 e poi trasformandolo in una casa di cura privata. Tale decisione ha privato il Centro oncologico di alcune delle principali attività per le quali era stato costituito: attività di prevenzione primaria e secondaria, di riabilitazione e di ricerca ed ha determinato un esubero di personale che ci ha costretti ad intraprendere il doloroso percorso delle procedure di licenziamento collettivo per circa 180 unità di personale. In un apposito incontro in Prefettura i sub Commissari, avevano assunto l’impegno di riassegnare le funzioni originarie al Centro ma tale impegno è stato totalmente disatteso.
Il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro, anche a seguito delle indicazioni dei ministeri affiancanti (Economia e Salute), ha disposto il trasferimento, a decorrere dal 1° gennaio 2012, della gestione di gran parte delle unità operative universitarie della Fondazione, definite “non oncologiche”, all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini.
Tale trasferimento è avvenuto solo da qualche giorno ma alla Fondazione è stato imposto di mantenere la stesso numero di personale (250 unità) e di sostenere i costi della gestione delle unità che dovevano essere trasferite nel 2012 (costi, che una commissione paritetica tra Regione e Università ha quantificato in €. 26.000.000 annui). Il finanziamento è stato drasticamente ridotto ed è passato da € 25.000.000 nel 2012 ad appena € 10.000.000 nel 2013 e 2014.
La Fondazione Campanella, per evitare l’interruzione delle attività assistenziali  e non compromettere i percorsi formativi dell’unica Scuola di Medicina e Chirurgia della Calabria, è stata costretta a gestire tutte le Unità Operative oncologiche e non oncologiche, senza ricevere un corrispettivo adeguato, accumulando così ingenti debiti; siamo costretti a chiedere in prestito farmaci alle altre strutture sanitarie della Regione per non interrompere le cure dei propri pazienti.
Si sta facendo affondare la Fondazione in un mare di debiti costringendola a chiudere i battenti. La conseguenza è che i circa 500 pazienti in terapia chemioterapica che sono in cura presso il Centro dovranno trovare un’altra struttura che li curi, la chirurgia toracica e la ginecologica che sono tra le prime in Calabria, non potranno più operare. I circa 40 pazienti che sono in carico a sperimentazioni nazionali e internazionali dovranno interrompere il loro percorso con grave pericolo per la vita in quanto non possono essere trasferiti in altre strutture calabresi.
Di recente il Consiglio regionale della Calabria, all’unanimità (nonostante il clima preelettorale),
– con apposita legge regionale ha individuato nel Centro Oncologico di Eccellenza e di Alta specializzazione per la ricerca dei tumori di Germaneto la struttura idonea ad assumere il ruolo di Centro oncologico di riferimento regionale ed a richiedere, compatibilmente con la programmazione sanitaria regionale, il riconoscimento in Istituto di Ricovero e Cura di Carattere Scientifico privato con indirizzo oncologico.
– con apposito ordine del giorno (inviato ai Ministri della Salute ed Economia e Finanze) ha invitato il Commissario ad acta per il Piano di rientro a provvedere con ogni possibile urgenza ad adeguare le risorse assegnate alla Fondazione Campanella per il triennio 2011 – 2014.
Confidiamo nel Suo autorevole intervento affinché i Ministeri della Salute ed ed Economia e Finanze rendano possibile questo percorso e che il Commissario ad acta per il piano di Rientro, di nomina del Governo, provveda a rimborsare i costi sostenuti dalla Fondazione dal 2012 ad oggi per prestazioni erogate per conto del servizio sanitario regionale.
Solo in tal modo sarà possibile evitare la chiusura di una struttura sanitaria di eccellenza che non è una azienda decotta ma una azienda che ha un mercato rappresentato dalle migliaia di pazienti calabresi che ogni anno si rivolgono a strutture ospedaliere di altre Regioni e che rappresentano un costo, per la Calabria, di circa 50.000.000 di euro all’anno per la sola cura del cancro; la messa in liquidazione della Fondazione e la chiusura del Centro Oncologico di Germaneto produrrebbe l’effetto di costringere la cittadinanza calabrese a intraprendere il calvario dei viaggi della speranza, venendo disatteso, nel 2014, il sacrosanto diritto alla Salute costituzionalmente garantito quale quello di curarsi tra gli affetti dei propri cari e nella propria terra.
Qualora la Fondazione devesse essere chiusa (anche questa per crediti) il danno culturale e umano sarà enorme e la Regione sarà comunque costretta comunque a pagare i debiti che gestioni irresponsabili pregresse hanno determinato. È il fallimento di un progetto culturale nel quale Regione Calabria e Università Magna Graecia hanno investito risorse finanziarie, umane e materiali per creare una struttura diretta a svolgere ricerca biomedica e sanitaria di tipo clinico e traslazionale, attività didattica di alta formazione ed attività clinico-assistenziale.
I malati di tumori della Calabria Le saranno grati.
Cordiali saluti.

Mario Martina Direttore Generale 

Paolo Falzea Presidente

Tags: catanzarocrisiFalzealetteraMartinaRenziTommaso Campanella
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