
Riceviamo e pubblichiamo: Egregio Direttore, nel ringraziarLa per aver aperto con il suo articolo il dibattito fondamentale, eppure da tempo sopito, sulle sorti di Gambarie mi rivolgo con questa lettera aperta al Sindaco
di Santo Stefano Michele Zoccali che pure ha scelto, con lo stesso intento, le colonne del Suo autorevole giornale, per riflettere pubblicamente e trovare le giuste soluzioni per lo sviluppo della cittadina aspromontana.
Ringrazio Zoccali di avere finalmente, dopo il tentativo purtroppo fallito portato avanti due anni fa grazie all’impegno dell’allora Prefetto Musolino, rotto il muro di silenzio dietro il quale per lungo tempo gli enti pubblici si sono trincerati sul tema dell’affidamento ad una società mista pubblico privata degli impianti sciistici e delle strutture connesse di Gambarie.
Senza troppi giri di parole dico subito che io e le Aziende che rappresento abbiamo intenzione di raccogliere l’invito del Sindaco. Già in passato (a partire dal 1999) gli operatori di Gambarie hanno evidenziato l’intenzione concreta di intervenire direttamente nella gestione degli impianti. Se l’obiettivo oggi è quello di una capitalizzazione e di una riorganizzazione complessiva nella gestione allora per ciò che ci riguarda il Sindaco non può che trovare terreno fertile. Da questo punto di vista sarebbe dunque opportuno che il Comune, attualmente Ente gestore degli impianti di risalita, aprisse da subito (entro la fine di settembre per intenderci) un tavolo tecnico con tutti gli Enti privati che si ritenessero interessati ad un’offerta di tal genere. Si chiede in sostanza, che dalle parole si passi ai fatti. Una convocazione pubblica, fatta anche attraverso lo stesso organo di stampa che gentilmente ospita questo dibattito e che ne è in qualche modo l’artefice, potrebbe a nostro giudizio attirare investitori non solo tra gli imprenditori turistici operanti sul territorio di Gambarie, ma di sicuro anche da tutta la provincia di Reggio e perchè no dall’intera Regione. Un obiettivo da realizzarsi attraverso un avviso con regolare evidenza pubblica che garantisca trasparenza e pari opportunità a tutti i soggetti interessati. Non vanno infatti inseriti nel computo degli interessati solamente gli operatori di Gambarie, ma tutte le Aziende sane del territorio nonché i privati cittadini che vogliono concorrere alla capitalizzazione ed alla gestione della nuova società. Se il problema, come il Sindaco dice, è che mancano gli investimenti il modo migliore per sgomberare il campo da eventuali dubbi che potrebbero sorgere è quello di verificare le reali intenzioni delle aziende private. Se realmente si verificassero le condizioni di eventuali investitori interessati alla gestione degli impianti e delle altre strutture connesse in poco tempo tempo e con pochissime risorse non sarebbe complicato approntare un piano di fattibilità capace di ripianare tutte le criticità attualmente esistenti. In pochi anni, con i capitali che entrerebbero direttamente nella gestione degli impianti si potrebbe trasformare completamente il volto di Gambarie. Oltre a quella che il Sindaco definisce “vecchia seggiovia” (che in realtà sono due) esistono anche due skilift, due baite e numerose altre strutture che se gestite con un adeguato piano di coordinamento potrebbero rappresentare uno dei complessi turistici più all’avanguardia nel Meridione d’Italia.
Ciò che dunque si richiede al Comune è un’opera di bonifica sulla gestione degli impianti, che possa eliminare una volta per tutte anacronistici personalismi ed inspiegabili disfunzioni, con il fine di presentare ai privati che desiderano partecipare alla gestione degli impianti una situazione limpida nella quale l’unico obiettivo sia rappresentato dallo sviluppo turistico ed economico di Gambarie e dell’intero territorio circostante.
Attendiamo dunque con fiducia che l’Amministrazione passi dagli intenti espressi dal Sindaco ai fatti concreti che in tanti sperano. Troppe parole negli anni sono volate al vento tra gli splendidi monti che questa natura ci ha regalato. E’ forse giunto il momento di metterle da parte e rimboccarsi le maniche per mettere in piedi una volta per tutte una proposta concreta.
Andrea Perri, Presidente Assotur




