Uno strano dibattito quello che si sta avviando in vista delle primarie del 10 gennaio 2010: se dovessero trasformarsi in una conta tutta interna al PD è meglio stopparle!L’obiettivo della legge, peraltro firmata dalle più alte cariche istituzionali della nostra Regione (Bova e Loiero) è sicuramente di alto profilo democratico perché punta all’esaltazione del valore della partecipazione, anche se occorre
precisare come a questo valore si punti a fasi alterne, ma non bisogna trascurare un aspetto rilevante della questione riguardante il fatto che a tale appuntamento possano partecipare solo i simpatizzanti e gli elettori del centro sinistra!In tal caso ci troveremmo dinanzi al possibile scenario che il candidato alla Presidenza, questa volta non più naturale o necessario, venga ad essere fortemente contaminato dall’altro schieramento politico che naturalmente ha tutto l’interesse di far prevalere il contendente che nel loro immaginario possa essere ritenuto più debole dinanzi a quello che verrà loro propinato dal solito Berlusconi!Noi invece continueremo a massacrarci mediaticamente l’un contro l’altro a parlare solo dei nostri difetti e delle mancate occasioni, facendo prevalere in noi, come ha fatto nei giorni scorsi la carissima Doris Lo Moro, l’etica del convincimento a scapito dell’etica del risultato, quando tutti gli opinion leaders concordano sul fatto che senza risultato non c’è convincimento che tenga!Da tempo vado sostenendo, purtroppo inascoltato, che tra i tanti possibili candidati alla Presidenza della Regione ve n’è uno che è obbligato a candidarsi per rendere conto di come ha amministrato e, quindi, di come ha corrisposto alle aspettative e alle ansie di quel sessanta per cento di calabresi che lo hanno acclamato per dare una svolta riformista al governo della Regione!Vi è di più: una coalizione che non ricandidi la sua massima espressione rappresentativa di per sé certifica il suo fallimento e difficilmente potrà aspirare a proseguire nella gestione della cosa pubblica con il grave rischio per i calabresi di doversi sobbarcare un altro quinquennio di nefandezze simili a quelle registrate nel precedente decennio in cui buona parte degli attuali attori del PDL erano protagonisti di primaria importanza!Senza parlare, e lo cito per ultimo, del processo di riforme avviate in tutti i campi che, come attestato dalla stessa Europa, stanno consentendo alla Calabria di incamminarsi verso una condizione di normalizzazione per poter programmare seriamente il suo futuro!
Mario Muzzì
Dirigente regionale PD




