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    Reggio, grave situazione alla scuola “Ibico”

    Riceviamo e pubblichiamo
    Caro Direttore,

    in questo momento di grande partecipazione e di grande coinvolgimento a tutti i livelli sociali nei confronti dell’argomento scuola, voglio porre all’attenzione dei lettori di Strill e a quanti eventualmente fossero più direttamente interessati, un problema specifico in relazione a una delle tante scuole della nostra città e segnatamente la Scuola Media Ibico, nella zona di Santa Caterina.

    In seguito a diligente segnalazione da parte del dirigente scolastico e a conseguenziali iniziative degli organi competenti, il Sindaco provvedeva con altrettanta encomiabile solerzia ad emettere, in data 18.9.2008, n. 86, ordinanza di sospensione delle attività didattiche e di posticipazione delle stesse alla data del 22.9.2008, con trasferimento temporaneo degli alunni presso la Scuola Pirandello.

    Tutto ciò in considerazione dello stato dei locali della scuola, inidoneo a garantire la tutela e l’incolumità di “coloro che a qualunque titolo frequentano i locali scolastici in questione” e, comunque, sino a riapertura del plesso.

    L’ordinanza disponeva altresì specificatamente che gli organi preposti e indicati provvedessero con procedura d’urgenza affinché l’edificio Ibico potesse essere reso nuovamente agibile in ogni sua parte, con le dovute certificazioni di legge.

    A distanza di quasi 3 mesi, nulla di concreto è stato fatto per dare puntuale esecuzione all’ordinanza del Sindaco, trasmessa a suo tempo alla Prefettura, all’Ufficio Scolastico Provinciale e alla U.O. di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Reggio Calabria.

    E’ ovvio che il protrarsi della provvisorietà rende ancora più marcato il disagio per alunni e insegnanti, vieppiù se ci si sofferma a considerare la presenza di numerosi alunni in stato di difficoltà, ai quali è discriminatoriamente preclusa la possibilità di usufruire di adeguate didattiche, per i contesti e gli spazi oltremodo inidonei: le attività di sostegno, infatti, seppure regolarmente programmate secondo specifiche metodologie, mirate individualmente a seconda delle diverse patologie, non possono trovare la migliore e più efficace attuazione a discapito dei diritti garantiti al minore disabile, che ha tuttavia obbligo di frequenza.

    Grave è che di tale primaria esigenza non si sia tenuto assolutamente conto all’atto dell’adozione del provvedimento di trasferimento “temporaneo”, limitandosi a disporre esclusivamente sul numero di classi e allievi e non su particolari quanto ineludibili necessità.

    Mi chiedo:

    1)      se presso la Scuola Ibico le carenze emerse non soddisfano esigenze di tutela a tutti i livelli, come si può pensare che le stesse esigenze di tutela possano essere garantite allo stato attuale in cui la precarietà si sta dilungando oltre un ragionevole termine?

    2)      Se il provvedimento di trasferimento doveva essere a tempo indeterminato per l’inerzia degli organi interessati, la soluzione alternativa non avrebbe potuto essere più oculata e più rispettosa dei diritti degli alunni in primo luogo?

    3)      In presenza di tale precarietà, non si sarebbe già dovuta ripristinare l’efficienza dell’edificio Ibico?

    4)      Se la persistenza nell’omissione è dovuta a qualsivoglia sopravvenuto problema, perché il Dirigente U.O. Istruzione e Sport, incaricato di vigilare sull’esatto adempimento dell’ordinanza, non ha relazionato al Sindaco sul suo stato di attuazione, come da invito dello stesso? E se ha relazionato, perché non rendere noto a famiglie e operatori lo stato dell’arte?

    5)      Ancora: se lo stato dell’Ibico è tale da costituire pericolo per “coloro che a qualunque titolo frequentano i locali scolastici in questione”, come mai ciò non vale per il personale della dirigenza e della segreteria?

    6)      Infine, perché continuare a impedire che ragazzi e insegnanti svolgano il loro lavoro in serenità e perché non consentire PARIMENTI agli insegnanti di sostegno (ribadisco numerosi) di svolgere il loro ruolo, già delicato e difficile, in modo più puntuale e proficuo?

    Spero che questi interrogativi trovino risposta, ferma restando la fiducia nelle Istituzioni e nell’Amministrazione Comunale, alla quale però spetta di farsi carico al più presto della soluzione di problemi prioritari, quale è indubbiamente quello che in prima persona e anche a nome di tanti altri genitori pongo all’attenzione pubblica.

     

    Isabella Vinci, genitore