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    De Magistris il 9 ottobre lamentò a verbale il silenzio del Capo dello Stato

    In una deposizione fatta il 9 ottobre scorso alla Procura di Salerno l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris fa riferimento ad un incontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, in merito alla sua vicenda. ”Il suo ufficio – afferma De Magistris – potra’ verificare che, nel periodo in cui e’ cominciata, consolidandosi, l’attivita’ della Procura generale della Cassazione ai miei danni – anche attraverso la costruzione di un processo disciplinare dai tempi tanto celeri, quanto altamente sospetti – alcuni organi d’informazione, mi pare proprio il Corriere della Sera, non vorrei sbagliarmi, diedero anche conto di un incontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Del resto sul ruolo del Mancino nella mia vicenda ho gia’ rilasciato dichiarazioni ed anche prodotto articoli di stampa ove egli pure anticipa, in modo grave, valutazioni sulla mia vicenda, nonostante fosse il presidente della Sezione Disciplinare”. ”Evidenzio, poi – afferma ancora De Magistris – che pur avendo io anche pubblicamente auspicato un intervento del presidente della Repubblica a tutela della verita’ dei fatti e di un magistrato che cercava di espletare solo le sue funzioni in Calabria, mai nessun ‘segnale’ mi e’ pervenuto dalla piu’ alta carica dello Stato se non quello, dopo l’avocazione illegale che, da quanto riportato dai mass-media, egli avrebbe vigilato sulla vicenda ed anche sulla stessa inchiesta Why Not: non so dire in che cosa si sia estrinsecata tale vigilanza attesi gli esiti illeciti ed illegali che hanno caratterizzato il prosieguo dell’indagine Why Not ed il fatto che non mi risulta che magistrati indagati per gravissimi ipotesi di reato abbiano subito concrete ed incisive iniziative disciplinari. Non posso non rilevare che in quei tempi, da piu’ ambienti, ed anche da parte della stessa Procura generale della Cassazione, mi e’ stato riferito in modo chiaro che le mie indagini potevano procurare ed avevano successivamente contribuito a provocare proprio la crisi del governo presieduto dall’on. Prodi, indagato nell’inchiesta Why Not”.(ANSA).