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    Che fine ha fatto la sinistra reggina?

    Gentile redazione,

    un dubbio,un interrogativo amaro,la speranza d’una risposta,da tempo mi danno da pensare,ponendomi sempre la stessa domanda:dov’è finita la sinistra a Reggio Calabria?

    Ma,soprattutto,cos’è diventata,sì, perché la parabola discendente delle idee,del pensiero,degli ideali di sinistra nella nostra città ha toccato la retta dello zero assoluto, sembra.

    Le avvisaglie di questo declino si intravidero con la scomparsa del compianto sindaco Falcomatà,nelle premesse di quella giunta di mezzo capitanata dal sindaco facente funzioni Naccari-Carlizzi, per poi diventare certezze con la scelta di Lamberti-Castronuovo come candidato a sindaco alle ultime consultazioni,persona squisita a modo suo per carità,ma di certo personaggio più vicino ad un ceto imprenditoriale,lontano anni luce dall’universo e dalle dialettiche della “politica” in senso stretto,personaggio che molti sprovveduti populisti tristemente vorrebbero associare alla disfatta del mondo di sinistra in città.

    Ma non è così,e,dal canto mio,lo assolvo con formula piena,in quanto le ragioni del pessimo risultato sono altre e sono alle sue spalle,nel deserto del Gobi che è tutta l’opposizione di questo lato dello Stretto.

    Non un canto di protesta,né una coralità di dissensi riguardo alcunchè dell’operato dell’amministrazione precedente ed attuale,non una manifestazione d’opposizione a livello locale,né un’idea,un comitato contro alcunchè,né più alcuna festa d’incontro,come qualche tempo fa,raramente tristi banchetti per la raccolta di firme senza troppa convinzione,qualche triste pseudofesta che si trasforma in sterili e pretestuosi dibattiti fini a se stessi.

    E di giovani a sinistra,manco a parlarne…..

    In questo elettroencefalogramma piatto, da morte celebrale, è poi abbastanza ovvio il placet “plebiscitario” che ha avuto l’attuale amministrazione.

    Solo a volte rari segni di vita,fievoli scariche elettriche,voci bianche,voci nel deserto,si levano flebilmente nel vento del tempo che trascorre,vedi la giusta segnalazione di Naccari-Carlizzi in merito ai lampioni del Corso,o la conferenza stampa di Massimo Canale contro le ultime folli ordinanze comunali tra divieti e vessazioni  di varia natura ai cittadini,su cui immediatamente piovono poi ,come fitta grandine, critiche d’ogni tipo,populistici entusiasmi ed innamoramenti di massa contro qualsiasi idea, tra virgolette ,”contro” il pensiero dilagante.

    Ma è proprio qui,credo,il pericolo,nella mancanza di democrazia a Reggio,intesa nel suo lato dialettico,e cioè delle buone idee che nascono dall’attrito dello scontro di due forze,oggi invece sulla bilancia manca il contrappeso e niente si può quindi misurare obiettivamente,né decidere in questo caso.Così anche,come del resto si vede,scelte politiche,soluzioni economiche,proposte culturali e sociali,sarà vero che saranno aumentate,ma se ne è abbassata di gran lunga la qualità.

    Ed il rammarico più grande è alla fine per quel silenzioso popolo di votanti reggini a sinistra, che si aggirano spaesati in una Reggio dove spesso non si ritrovano più,alla ricerca di quei valori,di quelle idee,di quelle realtà,di quei momenti di aggregazione  nel tessuto sociale reggino, difficili ormai da rintracciare, idee perse sembra,nell’oblio del tempo.

     

    Vittorio Renzelli.