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Proteste studentesche: la posizione degli studenti di architettura

27 Ottobre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo
Negli ultimi anni il “balletto” di discipline che saltano da un anno accademico all’altro, il moltiplicarsi dei corsi e degli esami da sostenere oltre al ripetersi di titolarità  e di docenti anche nei moduli specialistici, a volte con contenuti didattici identici ai corsi già sostenuti nel triennio, portano spesso gli studenti al disorientamento.

I risultati ottenuti dall’attuazione della riforma didattica ex DM 509/99, in particolare la riduzione dei tempi per il conseguimento del titolo di studio finale e l’abbattimento del tasso percentuale di abbandono degli studi, due tra i principali obiettivi, non rispondono alle aspettative della riforma stessa. L’applicazione del DM 509/99, con la conseguente istituzione dei cdl triennali e specialistici, ha causato – in misura quasi analoga in tutte le facoltà – una non completa coerenza ed omogeneità dei percorsi formativi: la frammentazione dei corsi, ed il derivante smembramento degli esami, ha comportato per lo studente l’impossibilità di acquisire una visione complessiva del singolo insegnamento e la difficoltà nell’assimilazione dei contenuti.

Il susseguirsi di queste riforme non ha fatto altro che creare scompiglio all’interno di un sistema che allo stato attuale è vicino al collasso. Il sistema Italia non può più permettersi di reggere circa 5000 corsi di laurea, quasi il doppio rispetto alla totalità del resto d’Europa, né di mantenere vivi corsi di laurea con 1 solo studente iscritto o comunque con meno di 20 studenti. Preso atto di questa situazione, sembra evidente e necessario attuare una riforma drastica, che dia la possibilità al sistema universitario italiano di risollevarsi da questa stasi in cui vige da ormai parecchio tempo. Il 25 giugno 2008, su proposta del Ministro del Tesoro On. Tremonti, il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legge n. 112 (DL 112) concernente: Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria.   

Il 21 Agosto 2008 il decreto viene pubblicato e diventa legge. Questo decreto ha nei suoi punti salienti:

–           il taglio dei finanziamenti pubblici all’Università (FFO);

–          la riduzione del turnover del personale;

–          università come fondazioni;

–          sospensione delle scuole di specializzazione (SSIS) per la formazione degli insegnanti.

Visti i prevedibili effetti della legge 133, è necessario chiedere a Governo e Parlamento l’emanazione degli opportuni provvedimenti che assicurino le adeguate risorse finanziarie ed umane affinchè le università possano continuare a svolgere al meglio le loro funzioni. Invece dei tagli indiscriminati, si auspica una seria valutazione di didattica e ricerca e della gestione dei bilanci universitari, anche in funzione dell’attribuzione delle risorse.

E’ NECESSARIA UNA RIFLESSIONE COSTRUTTIVA, CHE IMPEGNI TUTTE LE COMPAGINI DEL NOSTRO ATENEO, AL FINE DI DARE UN SEGNALE FORTE, PERCHE’ ALLO STATO ATTUALE LA SOPRAVVIVENZA DELLE UNIVERSITA’ ITALIANE  E’ A SERIO RISCHIO. E QUESTO ULTIMO DECRETO, PER COME E’ STRUTTURATO, NON FA CHE CONTINUARE A PERCORRERE LA STRADA GIA’ TRACCIATA NELL’ULTIMO DECENNIO DA LEGGI E DECRETI DISCUTIBILI, RISCHIANDO DI RIDURRE ULTERIORMENTE LE NOSTRE SPERANZE DI UN SISTEMA UNIVERSITARIO MIGLIORE.  

                                                                        I Rappresentanti e gli Studenti della                                                                                                                      Facoltà di Architettura

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