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Nicolò (An) su situazione sanità

25 Ottobre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:


Accipicchia ci ritroviamo sempre a parlare di sanità ma per dire cosa?

Per rinnovare la solita “manfrina”, per difendere l’indifendibile, per cercare di “mettere una pezza” e tirare a campare, per criminalizzare o per santificare ? Per consolare e “tenere la manina” ad un malato vicino al trapasso?

Cosa vogliamo dire e soprattutto cosa vogliamo fare?

Con lucidità cartesiana: rendetevi conto che siamo ormai tutti “ostaggi di un sistema fallimentare”, tutti colpevoli (nessuno cerchi di tirarsi fuori, neppure il cittadino !) e tutti “vittime”.

Tentiamo (disperatamente) l’impossibile: E’ come voler raddrizzare le zampe ai cani o ferrare le oche: NO SE PUEDE.

Signori tutti, finite di “ciarlare” e sbattetevi la testa contro il muro per “scuotere” gli ultimi neuroni che vi sono rimasti per capire che la soluzione è una sola: il commissariamento.

Mettetevi da parte, defilatevi in silenzio senza nemmeno farvi notare e fateci dimenticare le vostre facce. Altra soluzione non esiste.

Riflettete su una frase pronunciata dal ministro delle semplificazioni Calderoli : Calabria canaglia.

Bravo! Il Ministro è riuscito con una frase a “semplificare” e rendere chiara quella che è la realtà calabrese! . Ove ce ne fosse bisogno.

C’è naturalmente chi si indigna, chi protesta e chi gli dà del razzista: è vero esistono ancora gli stupidi che non vogliono guardare in faccia la realtà o i furbetti che tentano di nasconderla.

Vi devo dare una brutta notizia: il Ministro si è limitato a fotografare una realtà su dati reali e non su “istinti leghisti”, si è limitato a chiamarci per nome.

Piaccia o no questa è la nostra realtà: la Regione Calabria è un motore pienamente non sfruttato perché tutta la benzina che arriva viene “bruciata” prima che arrivi al motore.

La nostra politica è come una telenovela, perché i personaggi sono gli stessi da molto tempo. Sono quelli (in maniera bipartisan) che hanno prodotto i danni in questa Regione e che appaiono sui giornali per indignarsi, rassicurare, promettere ed alla fine “gettare la spugna” con grande dignità.

E noi dovremmo continuare ad affidare le sorti della sanità calabrese a questi “individui”?

Ma c’è necessità di ricordarvi gli indagati alla Regione Calabria? Gli arrestati? I collusi ? Gli sprechi? Le truffe? Gli intrecci politica-mafia? Le cattive gestioni? Gli omessi controlli?

Forse no. Forse c’è la necessità di ricordavi che stiamo precipitando verso il basso e che l’atterraggio è vicino: sulla merda !

Per adesso sentiamo la puzza, ogni giorno più forte, ma quanto prima saremo “invischiati” e cosparsi dal suddetto liquame.

Non basta più la buona volontà del singolo cosi come non basta strapparsi i capelli: sindacati, medici, infermieri, ausiliari, “politici di buona volontà” (cosi si dichiarano alcuni), cittadini, farmacisti e frattaglie varie, invocate in coro e “supplicate” lo Stato ad instaurare un “sistema repulist”, una formattazione di tutta questa sozzeria, con la quale ormai conviviamo già da molto tempo.

C’è ancora chi crede in una “sana magistratura” e c’è chi crede nell’intervento Divino.

Io continuo ancora a credere in una “sana dittatura”, intesa come forza di uno Stato forte, dalle soluzioni drastiche e concrete, nei fatti e non nelle parole: insomma ai pannicelli caldi ed ai brodini tiepidi preferisco la lapidazione in piazza di “certi delinquenti”!

Impressionante, quanto inquietante, il fatto che qualcuno creda ancora a soluzioni diverse. Mette in luce un pressappochismo ed una ignoranza relativa al tema trattato da far rabbrividire. C’è chi, ancora, non si è reso conto che in questa guerra è in gioco il futuro della Calabria, il suo stesso futuro e quello dei propri figli: questi sono i politici da talk show e veliname vario.

Antonio Nicolò Capogruppo di Alleanza Nazionale

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