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    Ma quale Reggio?

    Riceviamo e pubblichiamo

    Gentile Direttore,
    nella consultazione quotidiana del suo sito che mi permette (e permette a tanti) di avere aggiornate informazioni sulla nostra realtà non perdo occasione per dare lettura alle molte lettere inviate dagli appassionati lettori. 
    E a volte, come oggi, quanto scritto rende esatta fotografia dei miei pensieri e delle poco piacevoli situazioni che mi circondano. 
    In riferimento a quanto scritto e se  posso dire la mia, anche io ho sperato che piovesse !
    La lettura e il confronto tra le due missive, espressioni e reazioni diverse di fronte al medesimo problema, mi ha fatto immaginare Reggio come un principesco palazzo dalla facciata appena ristrutturata…ma fatiscente e rovinato al suo interno! Senza essere troppo critica nei confronti di questa Amministrazione Comunale, non si può certo negare che l’alto tasso di disoccupazione della città rende noi trentenni (e anche quarantenni in alcuni casi) simili ai nostri nonni o bisnonni, “costretti” a fare la valigia e partire per il ricco e benestante Nord. La mancanza di opportunità lavorative in città non lascia margini di scelta: partire equivale a realizzarsi finalmente nella sfera professionale e con molte difficoltà anche in quella privata! Questa l’unica via da percorrere, ancora l’unica strada possibile nel 2008!
    Con la certezza che Reggio, città del Mediterraneo, culla del divertimento, goliardica meta turistica, che non ci ha dato alcuna possibilità di realizzarci e vivere degnamente il nostro futuro, ci vedrà tornare solo come turisti!
     
    Francesca De Luca.