Palermo Reggina,una partita di calcio che è diventata testimonial del fair play.Niente di più falso e di più mediaticamente sfruttato.Un coro di elogi ,”bel gesto” “grande sportività”,l’arbitro Farina-pagato anche lui decine di migliaia di euro a partita- che santifica Brienza,quando avrebbe potuto fermare il gioco se avesse ravvisato la situazione di incolumità fisica per le ” vittime” dello scontro. Non bisogna essere “cialtroni” e pontificare nell’inutile buonismo,dimenticando che i signori che ogni domenica in pantaloncini e maglietta in seria A ,guadagnano in un mese quanto guadagna in un anno la middle class , alzandosi alle cinque del mattino.Siamo stanchi delle solite menate,fair play,solidarietà,terzo tempo,quando questi signori se ne infischiano con i loro mega guadagni della gente comune.L’azione di domenica scorsa di Brienza doveva essere conclusa dal giocatore della Reggina.Ripeto giocatore pagato dalla Reggina calcio,rivalutato dalla Reggina calcio lo scorso anno,ma anche ricambiato dalle sue ottime prestazioni.Non esistono più rendite di posizione,c’è un rapporto dipendente datore di lavoro.Brienza con quel gesto di “populismo calcistico” ha “remato” contro questa “scassatissima” Reggina.Un occasione da rete nitida,sarebbe passato un minuto dall’eventuale esecuzione, dall’eventuale marcatura per soccorrre i presunti “moribondi” sul terreno di gioco.Brienza ha coperto le cadute di memoria di Farina,che se avvese avvisato il pericolo di vita ;-) dei due giocatori avrebbe fischiato l’interruzione del gioco. Non facciamo prenderci in giro da questi arbitri prezzolati e da questi giocatori prezzolati,in fondo chi mantiene il grande circo del calcio siamo noi piccoli utenti,che ormai siamo stanc hi di questo show di “nani e ballerine”,di tatuaggi e veline,di “aiutini chimici e tossicologici” per rendere di più ,ma per morire decenni dopo di SLA -morbo di Lou Gerigh-.Questo calcio non ci appartiene più,guardando i settori ospiti degli stadi recintati e coperti da reti come sezioni di carcere.Riscopriamo le domeniche “fuori porta”,torniamo a respirare la brezza di mare o l’aria di montagna.Lasciamo il fair play pilotato dal passato rosanero di Brienza ai commentatori tv ed ai soloni del giornalismoNon diventiamo più schiavi della liturgia calcistica , riascoltiamo la musica , rileggiamo un libro ,torniamo a passeggiare in riva al mare.Spegnendo il telecomando che ci attira verso il vortice di “nani e ballerine” ,di commentatori tv,di arbitri e giocatori che si vestono di fair play,guadagnando decine di migliaia di euro al mese,quanto guadagna un laureato in un anno, percorrendo a volte centinaia di km al giorno per lavorare…..
Fulvio D’Ascola




