Ieri sui banchi del Consiglio provinciale si è tornato a parlare della centrale a carbone a Saline. Il consigliere provinciale Omar Minniti, capogruppo di Rifondazione Comunista, ha salutato come una “good news” la decisione della Sei di sospendere “l’iter autorizzativo e la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto della centrale”.
Secondo l’esponente comunista, si è trattato di un primo, importante, risultato ottenuto dal fronte comune del “no” che è sorto negli ultimi mesi, coalizzando amministrazioni, forze politiche e associazioni di diversa tendenza. “E’ proprio grazie a questa compattezza che i “padroni del vapore” elvetici hanno dovuto fare un passo indietro. Per fortuna la multinazionale elvetica – continua Omar Minniti – non è riuscita nell’intento di creare una breccia nell’opinione pubblica locale e, se nel corso della vertenza ci sono stati dei “cavalli di troia”, questi hanno dovuto muoversi sottobanco e a viso coperto, per evitare l’isolamento e il linciaggio politico”.
Il consigliere della maggioranza che sostiene il Presidente Morabito ha, quindi, salutato questa prima vittoria contro l’ennesimo scempio ambientale, ma al tempo stesso ha invitato “alla cautela e a tenere alta la vigilanza, visto che al momento di parla solo di sospensione delle procedure e non di abbandono del progetto. Resta un mistero su cosa intenda fare la Sei sui 300 mila metri quadri di terreno ex Sipi, che dice di aver acquisito in parte”. Già in passato Rifondazione Comunista aveva sostenuto che il progetto della centrale a carbone “old style” possa essere uno spauracchio, “uno specchietto per le allodole per indurre le amministrazioni locali e la collettività a trattare al ribasso, per poi accettare un’opera meno eclatante ma pur sempre dannosa per l’ambiente”. Minniti , infatti, non esclude che tra non molto la Sei possa in campo con l’ipotesi del “clean cole”, il cosiddetto “carbone pulito”, che eco-compatibile non lo è affatto. Per questo il capogruppo del Prc ha ribadito il sostegno del suo partito a tutte le mobilitazioni ancora in corso contro la centrale, a cominciare dalla raccolta di firme e la richiesta alla Regione Calabria di un pronunciamento forte e definitivo.
Dopo l’intervento del consigliere di maggioranza, sulla vicenda della centrale a carbone sono seguite le dichiarazioni in aula del capogruppo di Forza Italia Rocco Biasi, del consigliere di An Franco Cananzi (anch’egli schierato dalla parte del “no”), del leader della minoranza consiliare Lillo Manti e del presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Giordano. Al vicepresidente della Giunta, Gesualdo Costantino, è toccato il compito di rammentare gli impegni assunti dall’Amministrazione Morabito per il rilancio di Saline Ioniche e contro ogni ipotesi di sviluppo dell’area che non sia compatibile con l’ambiente.
Omar Minniti




