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“Lotta politica alla ‘ndrangheta”

18 Agosto 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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Le cicliche passeggiate di autorevoli esponenti di governo e di partiti politici, avvenute ritualmente nella nostra città soprattutto dopo gravi fatti criminosi, sono servite quasi esclusivamente ad appesantire i servizi di ordine pubblico; non credo, inoltre, che appassionino più i reggini onesti che, ormai disillusi, vivono come prassi

ordinaria le visite lampo di chi per le cariche ricoperte quanto meno dovrebbe dare ristoro, seppure psicologico, a quanti nella nostra città si misurano concretamente e quotidianamente contro l’organizzazione criminale riconosciuta come la più pervasiva e pericolosa fra quelle presenti sul nostro territorio nazionale.

E’ chiaro che la colpevole sottovalutazione del fenomeno nei decenni scorsi abbia causato in tutto il tessuto sociale calabrese vere e proprie cancrene. La politica ha avuto ed ha in tutto ciò responsabilità enormi, per tutto quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto. Le promesse bipartizan regolarmente non mantenute sono state innumerevoli: si sarebbero dovuti potenziare gli uffici giudiziari, aumentare il numero degli agenti, nonché implementare i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine. Che, comunque, con alto spirito di sacrificio e professionalità, hanno saputo assestare in questi ultimi anni seri colpi al gotha ‘ndranghetista, riuscendo ad assicurare alla giustizia molti degli esponenti di punta dell’organizzazione criminale e sequestrando ingenti patrimoni illecitamente costituiti, dimostrando attivismo fattivo e continuo sul nostro territorio anche a riflettori spenti. Ma è chiaro che l’elemento repressivo nella guerra che contrappone lo Stato alla ‘ndrangheta, seppure essenziale, non è sufficiente per sconfiggere quest’ultima che ormai controlla buona parte delle leve economico – finanziarie della città, determina scelte politiche ed elettorali, condiziona parte della burocrazia, in particolare negli enti locali.

Pertanto, diffido che Reggio sia la decantata città della gioia, ma piuttosto quella presentata agli italiani nei libri di due noti giornalisti: Antonello Caporale, autore de “Gli impuniti”, e Curzio Maltese, che ha scritto “I padroni della città”.

Un’immagine riflessa in scelte amministrative dissennate, come quella che a Reggio ha permesso a rampolli di famiglie mafiose di usufruire tramite il progetto imprenditoriale “Carpe diem” di notevoli finanziamenti. Non importa che dopo lo scandalo esploso sui giornali i fondi siano stati o meno erogati. Si deve invece capire perché su tale vicenda sia calato il silenzio, fare luce sui controlli compiuti prima di stilare la graduatoria dei vincitori e verificare se i responsabili di tali errori od omissioni siano stati sanzionati.

Il non aver saputo (o voluto) vedere oltre gli aspetti rituali ha dimostrato, nella vicenda “Carpe diem”, l’esistenza di una burocrazia se non infedele ai propri doveri d’ufficio, quanto meno sofferente di grande distrazione e superficialità, quindi non all’altezza di un Comune importante come quello di Reggio.

Credo che l’ultimo attentato in pieno centro cittadino debba portare la politica reggina a disimpegnarsi coraggiosamente dal “chiaro – scuro” che prima o poi soffocherà la nostra città, per porsi seriamente al fianco degli apparati dello Stato, compiendo scelte che realmente contrastino gli interessi della criminalità organizzata e la spingano verso il suo isolamento sociale. A mio avviso, quello che fino ad oggi ha penalizzato il dibattito politico cittadino sulla questione è anche il disincanto di tanti uomini, donne e giovani lontani dai palazzi del potere, che ormai non prendono più sul serio i protagonisti delle tante esternazioni d’occasione, dato che quasi mai alle parole sono seguiti comportamenti coerenti. Penso, quindi, che sia utile non l’ennesimo, ripetitivo dibattito in Consiglio comunale, ma che tutti i gruppi consiliari esprimano con pubbliche prese di posizione la loro opinione sulle più idonee misure di contrasto politico – amministrativo alla presenza della piovra che con azioni ora subdole, ora palesi rischia di mandare a fondo la città.

 

Reggio Calabria, 18 agosto 2008

Il capogruppo dei D.S. al Comune di Reggio

                                                               dott. Demetrio Martino

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