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    Marina di San Lorenzo: risponde la famiglia Cordova

    In merito all’articolo pubblicato sulla vostra testata il 19.08.2008 dal titolo “Marina di San Lorenzo: nasce il Comitato dei cittadini”.

    Nota della Famiglia Cordova

    Ho letto, ieri, sulla vostra testata giornalistica, un articolo ricevuto dal comitato dei diritti di San Lorenzo presieduto dal dott. Zuccalà in cui si metteva in evidenza, a detta del Comitato, l’insufficiente opera dell’amministrazione comunale capeggiata dal Sindaco dott. Pasquale Sapone di fronte ad alcuni gravi problemi che sta vivendo il territorio laurentino.

    Non entro nel merito della questione, non mi interessa, non mi gratifica.

    Non sono rimasto indifferente, anzi sono caduto dalle nuvole quando ho letto invece il nome della mia famiglia: la famiglia Cordova.

    Il testo parla chiaro, si fa riferimento al Palazzo Cordova, da me donato con regolare contratto in data 29 novembre 2002 e accettato con delibera comunale n. 50 del 27/12/2002, firmato dal Sindaco dell’epoca, Domenico Greco, con il vincolo che il palazzo venisse intitolato ai Fratelli Antonio e Giovanni Cordova (donatori del bene), venisse costruita la nuova casa di riposo nell’arco temporale di ben dieci anni ed affidata in gestione alle Suore Veroniche del Volto Santo. La famiglia Cordova tuttavia si è sempre dimostrata disponibile addirittura a modificare la destinazione d’uso del bene, venendo incontro alle eventuali esigenze dell’Amministrazione.

    Il dott. Zuccalà sostiene che il palazzo Cordova rientri, per la completa demolizione, all’interno del progetto presentato dai comuni dell’area grecanica alla Regione Calabria a fine luglio, relativamente al bando di recupero dei centri storici pubblicato sul burc in primavera.

    Non voglio crederci, mi sembra impossibile.

    Non ritengo, infatti, possibile che l’Amministrazione Comunale di San Lorenzo abbia fatto un gaffe cosi, demolire un palazzo storico nella piazza principale del borgo che ha ospitato innumerevoli personaggi illustri della storia calabrese: il Cardinale Gennaro Portanova, Monsignor Alberti e tanti altri.


     

    Ma soprattutto non ritengo possibile che la stessa Amministrazione si sia dimenticata di un contratto (a firma del Suo rappresentante, cioè il Sindaco e controfirmato dal Segretario Comunale) o addirittura presenti progetti in difformità ad esso rischiando, di fronte ad un ricorso sicuro della Famiglia interessata, il blocco dei finanziamenti.

    Non lo ritengo ancora possibile considerati gli ottimi rapporti sino ad oggi intercorsi tra la Famiglia Cordova e l’Amministrazione Comunale tutta.

    E’ chiaro che di fronte ad una cosi grave notizia, la Famiglia Cordova pretenderà chiarezza all’Amministrazione di San Lorenzo e se l’informazione fornita dal dott. Zuccalà nel proprio comunicato dovesse corrispondere al vero, prenderà immediatamente, all’inizio, durante la valutazione dei progetti da parte della commissione Regionale, le misure necessarie a tutela dei propri diritti.

    Una situazione spiacevole ed inattesa, da chiarire nel più breve tempo possibile.

    Preside Prof. Bernardino Cordova