Riceviamo e pubblichiamo:
L’ Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani di Reggio Calabria (ADI-RC), in riferimento alla vicenda “Tirocini di Ricerca Regione Calabria” dopo aver preso visione dagli organi di stampa della “Lettera aperta” del Libero Comitato dei Tirocinanti delle Università Calabresi, esprime piena solidarietà e profonda vicinanza alle centinaia di brillanti “professionisti della ricerca” che si ritrovano vincitori di un Tirocinio di Ricerca e vinti dall’ umiliazione e dalle negazioni dei più elementari diritti di esistenza.
Non è possibile continuare a subire disagi e umiliazioni che mirano direttamente a screditare le competenze e la professionalità dei nostri colleghi ricercatori.
L’ADI-RC, inoltre, denuncia l’assoluto disinteresse, da parte della Regione Calabria e dell’intera classe politica calabrese, nei confronti di una situazione generata dagli apparati politici e burocratici della Regione stessa e che non si riesce o non vuole risolvere.
All’accorato “Appello alle Istituzioni”, preceduto da numerosi comunicati stampa dell’ADI-RC in cui si denunciavano già nei mesi scorsi gravi inadempienze amministrative e incapacità gestionali dell’Assessorato regionale all’Università, non ha fatto seguito nessuna presa di posizione ufficiale da parte del Presidente della Regione Calabria, del Presidente del Consiglio Regionale, dell’Assessore al ramo, dei tre Rettori (tutti destinatari della lettera/appello).
Mentre appare quasi scontato, in una terra come la Calabria in cui storicamente i diritti civili vengono calpestati, avere una classe politica disinteressata ai problemi e al futuro dei giovani, sconcertante e angosciante risulta il silenzio dell’intera Comunità Accademica calabrese da Reggio Calabria a Cosenza passando per Catanzaro.
Ad oggi, non si registra un solo gesto di solidarietà da parte dei Professori Ordinari e Professori Associati che rivestono il ruolo delicato di Responsabili scientifici dei Tirocini e che quindi conoscono perfettamente la situazione. Non vi è stato un solo Direttore di Dipartimento, un solo Preside di Facoltà, che ha sentito l’esigenza di dimostrare a questi brillanti “professionisti della ricerca” – che troppo spesso riempiono le aule dei Dipartimenti e delle Facoltà facendo didattica e ricerca (sottopagata e in modo “volontaristico” e/o “cooptativo”) – la loro preoccupazione verso il disagio che stanno provando e soprattutto rispetto alla possibile “fuga dalla Calabria”.
Non si segnala – almeno ufficialmente – alcun sostegno da parte dei tre Rettori delle Università Calabresi che dovrebbero chiedere chiarimenti alla Regione Calabria, fare sentire la propria voce (quella dei tirocinanti non viene ascoltata), dimostrare alla Regione Calabria che con i “giovani” non si gioca, che “i laureati altamente formati e specializzati” provenienti dalle Università calabresi meritano rispetto in quanto rappresentano il futuro di questa terra.
L’ADI-RC ha l’impressione che la Regione Calabria incoraggia la “fuga dei cervelli” con Bandi che anziché promuovere uno sviluppo reale, sono soltanto una vera illusione per le centinaia e centinaia di giovani calabresi che (forse solo per disperazione) vi partecipano.
In Italia ed in Calabria la situazione della ricerca è disperata. All’orizzonte non c’è un progetto di futuro. Ci sono soltanto proclami che producono parole e non fatti.
L’ADI-RC auspica che coloro i quali siano in grado di poter fare qualcosa si attivino in tal senso così da sbloccare una situazione che sta screditando l’intero mondo accademico calabrese sia a livello nazionale che internazionale. A tal fine, l'ADI-RC da la propria disponibilità ad attivare una concertazione tra Regione, Università e tirocinanti.
Di certo, i giovani tirocinanti ma in generale tutti i dottorandi e i dottori di ricerca delle Università calabresi vogliono tornare ad occuparsi di “ricerca”, di “scienza”, di “futuro” e non di aspetti amministrativi, di borse non pagate, di diritti negati. Dottorandi e Dottori di Ricerca costituiscono un enorme patrimonio umano di sapere che le Università calabresi stanno disperdendo disinteressandosi nei fatti al loro futuro.
La speranza di un futuro migliore sta morendo. Non lasciate morire anche le Università calabresi.
Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – ADI – Sede di Reggio Calabria




