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    Archeo: i sindaci di Reggio e il dogma dell’Immacolata Concezione

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    di Francesco Arillotta –
    A proposito del dogma dell’Immacolata Concezione, da cui la festività dell’8 dicembre, in un atto del notaio reggino Domenico Spatafora, dell’11 marzo 1712, è attestata una cosa molto interessante.

    Quel giorno, Gio: Simone Ferrante, Giuseppe Ferrante e Giacomo Morisciano, cioè i tre sindaci della Città di quell’anno, si ritrovano nella chiesa del Venerabile Collegio dei Padri della Compagnia di Gesù, intitolata a San Gregorio Magno. E sono andati per un motivo molto importante. Essi, infatti, ‘genuflessi innante il Divino cospetto e della sua Beatissima Madre Maria sempre vergine, e di tutta la Corte Celeste’, poste le mani sui Vangeli, giurano ‘di tenere, professare e difendere che Maria sempre Vergine Madre di Dio e Sig.ra n.ra, nel concepire, non solo non contrasse il peccato orig.le ma neanche il debito di esso…’ e dichiarano di essere pronti alla effusio sanguinis, per sostenere il dogma dell’Immacolata Concezione.

    Vivida balza l’immagine: all’interno della chiesa – che sorgeva dove oggi c’è il Liceo Classico “T. Campanella” – stanno i tre sindaci, piamente inginocchiati. Di fronte a loro, il Priore del Collegio e gli altri Padri Gesuiti, per raccogliere il voto di sangue dei massimi rappresentanti della Città. L’atmosfera è solenne: nella grande chiesa costruita dai Normanni, le voci dei sindaci  risuonano profonde sotto le alte volte.

    Notevole è il fatto che, nell’atto, venga affermato trattarsi dell’adempimento di un voto espresso, la prima volta, dal civico ‘regim.to in publico consiglio’, ‘sotto li 10 xbre dell’anno 1651’, cioè addirittura cinquant’anni prima.

    E poiché la richiesta per la dichiarazione di questo dogma partì dalle università spagnole di Siviglia e Granata nel secondo decennio del XVII secolo, Reggio sarebbe, quindi, una città che ufficialmente, in Consiglio Comunale, con atti solenni, si unì fin dall’inizio a quel movimento internazionale…

    D’altro canto, sappiamo che già nel 1520, a Reggio era attiva una Confraternita intitolata appunto

    a Maria Ss. Immacolata, fondata da Reggini del ceto degli Onorati, nella chiesa di S. Maria della Melissa, quella che poi diventerà l’Oratorio di Gesù e Maria.

    C’è, tuttavia, da osservare che le parole dei Sindaci, così come le ho fedelmente riportate dall’atto notarile, non sembrano molto aderenti al contenuto del dogma. Essi giurano che la Madonna, nel concepire, non contrasse il peccato originale; mentre nel dogma è solennizzato che fu la Madonna ad essere concepita fuori dal peccato originale. Il che è sostanzialmente diverso.

    Com’è noto, fu poi Papa Pio IX a proclamare solennemente questo dogma, l’8 di dicembre del 1854.

    Francesco Arillotta