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    Riccardo Iacona apre "Tabularasa formamentis" : standing ovation per Di Landro in un "Cilea" stracolmo

    formamentis13novembre

    di Grazia Candido – Foto di Antonio Sollazzo – Al teatro “Cilea” parlano i ragazzi, scendono in campo per far sentire i loro dubbi, i timori, le idee ma soprattutto, partecipano

    numerosi per denunciare i mali che“infettano” la loro terra e che ostacolano la crescitaculturale e intellettuale di un popolo che cerca ogni giorno di riscattarsi. Tutto questo è stato possibile nel “contenitore” di Tabularasa Formamentis, manifestazione di Urba/Strill.it che ha messo a disposizione grazie alla sinergia con il Comune cittadino, un luogo e le formamentis13nov1giuste persone per affrontare argomenti ostici, scottanti, a volte poco chiari all’opinione pubblica e, soprattutto, ai nostri ragazzi. Insieme ai giornalisti Giusva Branca e Raffaele Mortelliti della testata on line Strill.it, sul palco del teatro cittadino si sono alternati in un confronto diretto i giornalisti de “La Repubblica” Giuseppe Baldessarro e di Rai 3 Riccardo Iacona, conduttore televisivo del programma d’inchiesta “Presa diretta”, insieme al Procuratore Generale Salvatore Di Landro e al Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo. Al timone di un lungo e acceso confronto con il giornalista “stropicciato” Iacona autore anche del libro “L’Italia in presa diretta” (edito Chiarelettere), la penna reggina Baldessarro che, spulciando tra i racconti del collega della Rai, ha mostrato il vero volto del nostro paese, un’Italia piena di problemi e che paga oggi “l’abbandono della politica”. Riccardo Iacona è un fiume in piena parla dell’informazione, dell’asse ‘ndrangheta – occupazione, di gestione del territorio e dei rifiuti, di abusivismo edilizio, della privatizzazione dell’acqua.
    “Oggi si racconta di meno la realtà, intorno all’informazione si fa terra bruciata perché questo è un paese che vive l’autocensura – formamentis13nov3afferma Iacona – Le forze dell’ordine stanno facendo un grande lavoro di contrasto contro la ‘ndrangheta ma pur essendo questo un tema nazionale, si fa censura soprattutto quando si sceglie di far diventare priorità dell’informazione il racconto della ‘ndrangheta e non il lavoro di uomini che la contrastano. E’ importante far vedere i volti di chi combatte l’illegalità, far sapere la realtà dei fatti alla gente, le difficoltà che hanno i magistrati, il cuore vero della giustizia, a svolgere il lavoro di contrasto e lotta alla criminalità organizzata. E’ una questione di democrazia – tuona il giornalista – un Paese che ha un’informazione debole è un paese povero”.
    Iacona denuncia la “battaglia solitaria delle istituzioni contro la ‘ndrangheta, la scuola al fallimento, il grande business dell’acqua ai privati, gli affitti pazzi e la politica inesistente sulla casa” e si sofferma sul tema della giustizia che “richiede uno sforzo di verità”.
    “L’Italia è un paese che ha bisogno di più controllo, di responsabilità e si sofferma troppo sul dibattito politico locale: è giusto sapere cosa accade nelle nostre città ma molte cose non si affrontano con la dovuta informazione – aggiunge – Per la nostra democrazia questo è un anno cruciale e la risalita per renderlo più libero è sempre più difficile. I cittadini conoscono sempre meno le cose che avvengono, i punti di vista eterogenei non vengono mostrati, l’autocensura poi funziona benissimo. Guardate la storia dei precari della scuola, ci sono persone che fanno lo sciopero della fame e nessuno li mostra in tv. Oggi i nostri ragazzi escono dalla scuola e rischiano di non essere competitivi con gli altri studenti europei perché con le scelte del Governo si sta costruendo una scuola di serie B per una democrazia di serie B”.
    Il giornalista è risoluto e si indigna con “chi racconta ai cittadini e, soprattutto, ai ragazzi le bugie” e contro “chi distrugge la società, coloro che ottengono favori e autorizzazioni a costruire eludendo la legge”. 
    Dal racconto di Iacona la nostra Italia esce a “pezzi”  ma per fortuna c’è chi si impegna ogni giorno a risanare questo sistema malato. Fiducia e speranza del cambiamento le diffonde il procuratore Di Landro che rimarca come “da due anni, Reggio Calabria abbia avuto un risveglio morale e, grazie al lavoro della magistratura, la città è stata trascinata sulla via della rinascita. Questo è un momento storico per la società – aggiunge ancora – però ci vuole perseveranza e bisogna fare della legalità un costume. La legalità è un riscatto quotidiano che deve essere fatto da tutti i cittadini”.
    Pienamente concorde il Procuratore Creazzo che si sofferma sull’importanza del “senso di responsabilità di ciascun individuo e sull’assuefazione alle regole che fa comodo a tutti”, mentre il Procuratore generale, Di Landro, accolto da una clamorosa “standing ovation” dell’intera sala, sottolinea che serve “tenuta, continuità nelle azioni di contrasto al malaffare e di affermazione della cultura della legalità”.
    “Ragazzi, voi dove di dire no alla cultura della delega e sì alla cultura della responsabilità – postilla Creazzo – Avete in mano un grande patrimonio che va valutato e preservato. Il sindaco Falcomatà ha restituito ai cittadini il senso di appartenenza con il territorio e ha riconciliato la città con il resto del paese. Non dimenticate questo insegnamento e ricordate sempre che la democrazia è partecipazione disinteressata”.
    E l’ultima battuta spetta al giornalista Iacona che, dopo aver risposto alle domande degli studenti, si rivolge alle istituzioni, politici, semplici cittadini presenti in sala: “Torniamo a fare l’elenco delle responsabilità per costruire un rapporto più libero tra governanti e governati”.