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    Debito sanitario: 1000 euro per ogni calabrese

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    di Enzo Vitale* – Delle due, l’una: tertium non datur. Loiero è un personaggio drammatico che si manifesta solo comicamente, come il politico de “La terrazza” di Ettore Scola, oppure è un personaggio comico

    che si muove in forma drammatica, cosa più probabile. Comunque si muove e si agita con drammatica comicità, recitando la passione e lo sdegno per mascherare l’attuale mancanza di significato del proprio ruolo.

     

    Loiero ha affermato che il Governo Berlusconi non intende dare i fondi Fas alla Calabria per ripianare il deficit sanitario, almeno non prima che si sia dimostrato con i fatti di aver cambiato rotta nell’amministrazione della sanità, non per una sorta di equità distributiva ma perché questi fondi, che per la quasi totalità dovrebbero andare alla regioni meridionali sottosviluppate, non li ha più avendoli già spesi per accontentare la Lega e pagare le multe per le quote latte degli agricoltori padani.

     

    Con ogni probabilità sono affermazioni fantasiose e prive di legittimità, come quelle che i politici sono soliti sparare quando tendono a riempire con le parole il vuoto di idee e progetti, che però fanno riflettere, anche perché dette da un politico che ha a una lunga pratica nel definanziamento di leggi con contestuale spostamento di fondi in altre partite di bilancio. Un gioco che gli è riuscito più volte nella passata legislatura regionale e che gli ha consentito di nascondere, come in un gioco delle tre carte, la reale consistenza del deficit sanitario regionale, quel deficit che oggi “pesa come un macigno”, direbbe un cronista di strada ma non riesco a trovare espressione che renda meglio la situazione, sulle spalle dell’attuale Governatore delle Calabrie.

     

    Nel gestire la sanità calabrese Scopelliti parte con un handicap di due miliardi di euro, una cifra mostruosa che per essere capita nella sua reale dimensione va rinominata: duemila milioni di euro, due milioni di volte mille euro. E ridefinita: per una regione di due milioni di abitati, ogni abitante, compresi neonati e ultranovantenni, ha mille euro di debito; una famiglia tipo di cinque persone, formata da due genitori con due figli e un nonno, ha cinquemila euro di debito sanitario: nonostante le tasse pagate regolarmente, l’irpef e l’irap versate fino all’ultimo euro; nonostante che per avere un’assistenza dignitosa si debba pesantemente mettere le mani in tasta per pagare ticket e balzelli vari.

     

    Non è per nulla invidiabile la posizione del governatore Scopelliti, che però fin ora ha dimostrato di non essere né drammatico né tantomeno comico, come i politici di Ettore Scola nel citato film, ma coerente e pragmatico. Ed è con coerenza e pragmatismo che si dovranno affrontare i nodi della sanità calabrese che, se non suscettibili di essere sciolti, andranno comunque tagliati: come nodi gordiani.

     

    *Coordinatore laboratorio politico Città Libera