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    In Campidoglio il 31 ottobre: una festa reggina a Roma

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    di Enzo Vitale* – Osservare come in pochi minuti ai Musei Capitolini decine di turisti si chinino per leggere la targhetta con la provenienza delle tre opere (“Cristo e l’adultera” di Luca Giordano, “Caduta di Simon Mago” e “Martirio di San Sebastiano” di Vincenzo Cannizzaro

     – Pinacoteca Civica di Reggio Calabria) che, prestate dal nostro comune, occupano l’intera Sala degli Arazzi,  fornisce prova dell’importanza – in un’ottica di promozione turistica – del gemellaggio culturale tra la Capitale e la sua antica “socia navalis”. (*)

     

    Peraltro, ospitare alla nostra Pinacoteca il “Diogene e Platone” di Mattia Preti, insieme ai busti di Pitagora e Omero e Socrate provenienti dalla Sala dei Filosofi di Palazzo Nuovo, opere ottenute con vantaggiosissimo scambio, amplifica l’offerta culturale della città determinandone un ulteriore piccolo avanzamento.

     

    La strada, già intrapresa con lo scambio di opere tra il nostro Museo Archeologico e la città di Mantova, è quella giusta: l’esuberante presenza di pubblico e autorità alla Sala della Protomoteca in Campidoglio la mattina di sabato 31 ottobre, in occasione della presentazione del gemellaggio culturale, è il tangibile segno di come la diaspora reggina in Roma (definita dal sindaco Alemanno “la più grande città della Calabria”) abbia apprezzato l’iniziativa. Un afflusso di persone inaspettato, che ha messo in seria difficoltà lo staff dell’organizzazione soprattutto quando, ultimata la cerimonia ed effettuato il percorso museale fino alla Sala degli Arazzi dei Musei Capitolini, si è dovuto servire il buffet nei locali adiacenti la Sala della Protomoteca.

     

    Tra i presenti anche Antonello Venditti che, passato quasi inosservato data la qualità dell’uditorio e non ottenuto quel “riconoscimento” che probabilmente si aspettava per essersi recato a omaggiare della sua presenza una “festa calabrese” in Roma, a metà della manifestazione se ne andava – aspirando nervose boccate di fumo – da un’uscita di servizio sul retro del Campidoglio per non più tornare.

     

    “La città più grande della Calabria”, la Roma della cultura e dell’arte, oggi è di nuovo alleata con Reggio Città Metropolitana, l’antica e fedele Rhegium, e con quella Calabria in cui si spera di poter esportare al rinnovo della sua leadership il “modello Reggio” fatto di impegno e di fattività, di turismo e di cultura.

     

    Questo gemellaggio culturale, in quanto fatto con la città della diaspora calabrese per antonomasia (approssimativamente sono ben cinquecentomila gli abitanti di Roma e hinterland di origine calabrese), assume un significato ancora più incidente: avvicinare la diaspora alla propria terra, fargliela sentire vicina, dirle che si ha bisogno del suo aiuto. La presenza sabato 31 ottobre al Campidoglio di oltre dieci associazioni di calabresi a Roma indica che si è saputo cogliere nel segno: e di questo la città deve rendere grazie, oltre naturalmente al suo sindaco, anche e doverosamente all’assessore Antonella Freno cui si deve, insieme al consigliere comunale romano Domenico Naccari, la realizzazione dell’evento.

     

    (*) Fu l’alleanza della Reggio magnogreca con Roma e la sua fedeltà che, nel 351 a. C., consentirono all’antica Rhegion di respingere le incursioni dei Bruzi (popolazioni delle porzioni interne, collinari e montuose, di quella Calabria centro-settentrionale che, corrispondendo più o meno alle attuali serre cosentine e catanzaresi, poi divenne la parte meridionale della Regio III augustea Lucania et Bruttii) e pertanto di mantenere la propria indipendenza e l’uso della lingua greca.

     

    *Presidente Fondazione Mediterranea