di Enzo Vitale* – Dal primo marzo dovrebbe partire la cosiddetta metropolitana del mare (in seguito identificata con l’acronimo MdM). È tutto un imbroglio, un maledetto imbroglio sulle pelle dei pendolari dello Stretto: se le parole continuano ad avere il significato che noi comunemente
attribuiamo loro, sono imbroglioni i politici e gli amministratori e gli affaristi dei trasporti via mare che attribuiscono il termine MdM a qualcosa che assolutamente non ne ha le caratteristiche.
Dopo aver fatto e disfatto sullo Stretto – senza un piano strategico coerente e compiuto, senza una visione d’insieme che tracci le linee-guida di una progettualità mirata, senza tenere conto delle reali e concrete esigenze dei pendolari, senza conoscere nei dettagli il sostrato su cui si va a incidere, senza utilizzare studi e ricerche ed esperienze già maturate – ora i soliti noti propongono una soluzione che avvantaggia solo loro e sostanzialmente lascia inalterato il problema.
Si può infatti parlare di MdM, attuando comunque una forzatura giuridico-lessicale, tra due città dirimpettaie in un braccio di mare solo se le rispettive reti di trasporto terrestre si integrano con il trasporto via mare. Inoltre, la MdM, più che una società o un sistema “rigido”, deve avere alcune caratteristiche di “immaterialità” che la rendano un sistema di trasporto funzionante a prescindere dai vettori utilizzati e/o convenzionati.
Più specificatamente, queste dovrebbero essere le caratteristiche di una MdM:
1) di tipo misto, ovvero terrestre e marittimo; 1a) integrato, con terminali a ridosso degli imbarchi; 1b) coordinato, negli orari di terra e di mare;
2) che si avvale di tutti i vettori, pubblici o privati, che operano sullo Stretto e sui territori metropolitani; 2) i quali sono convenzionati col gestore e ne accettano l’integrazione tariffaria;
3) con elevata frequenza delle corse, il cui intervallo nei momenti di punta non deve superare la mezzora; 3a) estensione oraria di queste su almeno 18 giornaliere;
4) fruibile con un biglietto unico, che sia valido oltre che per l’attraversamento dello Stretto anche sulle reti di trasporto urbano delle città che vi si affacciano; 4a) dal prezzo calmierato; 4b) a tempo, con possibilità di abbonamenti giornalieri, mensili o stagionali; 4c) riconosciuto da tutti i vettori convenzionati.
Sono queste le caratteristiche, ineludibili sia dal punto di vista giuridico che normativo, affinché un servizio di trasporto passeggeri sullo Stretto possa definirsi come MdM. (Uno studio sull’argomento è stato presentato il 10 giugno del 2006 in Messina a cura della Fondazione Mediterranea www.fondazionemediterranea.eu ma è rimasto la classica vox clamans in deserto).
Una vera MdM sullo Stretto, prescindendo da chi materialmente svolge il servizio di trasporto marittimo, deve partire da un accordo tra l’ATM di Messina e l’ATAM reggina che, sfruttando finanziamenti regionali, emettano un biglietto unico dal costo calmierato e spendibile su tutti i mezzi di attraversamento convenzionati sol sistema MdM.
* Presidente Fondazione Mediterranea
www.diarioreggino.it




