
di Enzo Vitale* – Dopo l’annuncio ufficiale in conferenza stampa da parte dei vertici della sanità calabrese, l’istituzione a Reggio del c. d. Centro Cuore sembrava cosa fatta: non avevano alcun dubbio in proposito né il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Leo Pangallo né i
politici reggini sponsor dell’operazione. D’altronde sarebbe suonata come proposizione disfattista, e tutto sommato autolesionista, fare le pulci all’operato e mettere in dubbio la parola dell’assessore Lo Moro, che aveva affermato essere disponibile un finanziamento di otto milioni di euro aggiuntivo ai diciotto posti già in bilancio regionale per la realizzazione della struttura. Con ventisei milioni di euro non ci sarebbero stati problemi a creare e far decollare una cardiochirurgia di cui la città aveva assolutamente bisogno: si sarebbe realizzato un doveroso atto di equilibrio sanitario, visto che a Catanzaro esistevano già due cardiochirurgie, una privata presso la casa di cura S. Anna e una pubblica universitaria.
Ma, secondo copione, quando si tratta di attribuire alla nostra città finanziamenti regionali tutto sembra complicarsi e, come se vi fosse una regia occulta, tutto sembra tramare contro le legittime aspettative reggine. Dopo il rinvio della gare d’appalto per il ricorso al Tar di una ditta esclusa, tutto si ferma e di Centro Cuore non se ne parla più. Lentezze burocratiche, si pensa: il solito dramma italiano e specificatamente meridionale: dopo la delibera, dopo l’atto politico, è l’inefficienza della pubblica amministrazione che crea disservizi e ritardi.
E invece, come denunciato dal sindacalista della Uil Nuccio Azzarà, sarebbero gli antichi e mai scomparsi vizi della politica calabrese a riprendere vigore: né gli otto né i diciotto milioni ci sarebbero più, dirottati verso la creazione di una cardiochirurgia a Cosenza e una chirurgia toracica a Catanzaro.
Quasi immediata arriva la replica di Agazio Loiero alla denuncia di Azzarà: “è solo polemica strumentale, vergognosa speculazione politica … un can can di alcuni ambienti politici della città dove vi sono evidenti fibrillazioni elettorali … i fondi per il Centro Cuore ci sono tutti e saranno presto disponibili”.
A chi credere? Se si guarda allo storico disinteresse della politica regionale per la provincia reggina; se ci si ricorda dei centri anti aids, concretizzatisi a Cosenza e Catanzaro e non a Reggio; se si pensa alla Facoltà di Medicina dell’Università di Catanzaro, vergognoso pozzo senza fondo in grado di ingoiare parte del bilancio sanitario regionale senza una produzione, in termini di qualità formativa e di ricerca, che giustifichi questo fiume di denaro; se si analizzano pur sommariamente, infine, le ripartizioni tra le provincie calabresi dei finanziamenti del comparto sanitario; non ci dovrebbero essere dubbi: siamo in presenza di un’ennesima presa ruberia che i maggiorenti politici calabresi operano in danno a Reggio.
Ci resta solo la speranza che Loiero abbia detto il vero e che questi 26 milioni di euro siano realmente disponibili per il Centro Cuore reggino ovvero che non siano come i cinquanta milioni promessi per la ristrutturazione del porto di Saline in senso turistico: che non ci sono mai stati e mai ci saranno.
*Presidente Fondazione Mediterranea
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