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    Università "Mediterranea": pillole di storia

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    L’intervento sincero e appassionato della prof. Marisa Cagliostro, associato di Storia dell’Architettura alla Mediterranea  sulle critiche mosse da Massimiliano Fuksas alla facoltà di Architettura della nostra Università, unitamente alla puntuale risposta data dal Preside prof.ssa Francesca Fatta al mio precedente intervento (cfr. www.enzovitaleblog.it),

     mi  spinge a porre una piccola chiosa storica a quanto fin ora detto. Queste pillole di storia, somministrate per date topiche, possono rendere maggiormente chiara la vicenda della Mediterranea e della sua crescita: un percorso che, nato nel 1982, è tuttora in pieno svolgimento.

    Le premesse alla nascita dell’Università Mediterranea sono poste nel 1970 con l’istituzione, per Decreto del Presidente della Repubblica, dell’Istituto Universitario Statale di Architettura. Seconda data topica è il 1974, anno in cui viene inaugurato il corso di laurea in Urbanistica, antesignano dell’attuale corso in “Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale”: unico a quel tempo dopo quello già in essere a Venezia, fu “tirato su” col magistero di Ludovico Quaroni. Nel 1977, raggiunto un numero minimo di docenti, al Comitato Tecnico (composto da un commissario governativo, nella persona del magistrato reggino Franco Pontorieri, e dai professori Ludovico Quaroni, Ugo Fuxia e Gianvito Resta) subentra il primo Consiglio di Facoltà, che elesse a suo presidente Antonio Quistelli.

    Si arriva così al 1982, l’anno di un ennesimo scippo regionale alla nostra città che, dopo i Moti, aveva ricevuto la promessa di ospitare tutte le facoltà della seconda Università calabrese : la facoltà di Medicina e Giurisprudenza vengono dislocate a Catanzaro (ad esse nel 1989 si aggiunge Farmacia); Architettura, Ingegneria e Agraria fortunatamente restano a Reggio.

     Ad Antonio Quistelli, primo Rettore della giovanissima Università, nel 1989 subentra Rosario Pietropaolo, che ricopre questa carica per i successivi dieci anni, durante i quali vengono iniziati i lavori della cittadella universitaria di Feo di Vito.

    Successive date importanti per la vita dell’Ateneo sono: il 1993, in cui Facoltà e Dipartimenti trovano collocazione stabile nella cittadella universitaria; il 1995, quando viene varato lo “Statuto di autonomia”, ossia la Carta che definisce i principi fondativi dell’azione di governo.

    Nel 1998 il disegno dello scippo regionale ai danni di Reggio diviene evidente e si definisce nella sua interezza: le facoltà di Medicina, Giurisprudenza e Farmacia, dislocate a Catanzaro, si costituiscono in Università autonoma. Uno dei primi atti del nuovo Ateneo è quello di completare l’opera: con un’evidente forzatura storico-geografica, date le origini bizantine di Catanzaro, la nuova Università si dà il nome di “Magna Graecia”, usurpando l’Università reggina del suo nome naturale.

    La rivalsa reggina viene nel 2001, nel secondo anno di rettorato di Alessandro Bianchi: la forza dei numeri rende ragione alla nostra città e il “polo didattico di Giurisprudenza” dell’Università di Catanzaro si rende autonomo, costituendo la quarta Facoltà reggina; la nostra struttura accademica si dà il nome di Mediterranea, sancendo così definitivamente la sua dimensione di riferimento e il suo respiro internazionale euro-mediterraneo.

    Negli ultimi anni si è dovuto far fronte, non senza molte difficoltà, a una vera e propria crisi di crescita che ha messo a dura prova la struttura didattica e amministrativa. Gli inevitabili disagi degli  studenti di Giurisprudenza si sono in parte ridimensionati con l’apertura e l’assestamento della nuova sede di via Miraglia.