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    Caretta-caretta: due nidi schiusi in poche ore in Calabria

    carettacaretta.jpgSono più di sessanta le piccole tartarughe marine Caretta caretta venute alla luce sabato sulla spiaggia di Galati, vicino Reggio Calabria. La buona notizia viene dal Wwf, che insieme all’Università di Calabria è impegnato a monitorare e salvaguardare il tratto di costa ionica compresa tra Capo dell’Armi e Capo Bruzzano.
    Proprio questo tratto, ricordano gli ambientalisti, ospita il maggior numero di nidi di Caretta caretta in Italia e negli ultimi cinque anni ben 60 nidi su 86 (il 70%) sono situati in questa area. Ma il bilancio dell’attività riproduttiva per l’annata 2008 non sembra essere positivo: secondo i dati raccolti dall’università di Calabria, la stagione è al di sotto delle previsioni, con un numero di nidi finora individuati inferiore a quello dell’anno scorso.

     I risultati complessivi, comunque, saranno divulgati alla fine della campagna di monitoraggio. 

    “Tra le cause di declino più importanti – commenta Paolo Casale, responsabile del progetto Tartarughe marine del Wwf Italia – c’é l’elevata mortalità di tartarughe marine negli attrezzi di pesca: ogni anno in Italia più di 10.000 vengono catturate accidentalmente, e una parte rilevante di queste non sopravvive. Per questo – conclude – abbiamo lanciato una campagna di informazione per i pescatori in Calabria, Sicilia e Puglia, dove si riscontra un elevato numero di catture”.

    Ultimo aggiornamento lunedì 11 ore 16:30:  

    Intanto, oltre a quelli venuti alla luce sabato tra Capo dell’Armi e Capo Bruzzano, stamani sulla spiaggia di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio sono nati altri esemplari di tartarughe Caretta caretta. ”Un esemplare adulto di notevoli dimensioni – riferisce una nota della delegazione calabrese del Fondo per l’ambiente italiano – aveva deposto lo scorso giugno 157 uova. Le prime si sono schiuse stamani davanti a una folla di curiosi, che hanno potuto vedere i primi passi verso il mare delle piccole tartarughe”. A coordinare le operazioni c’erano i ricercatori dell’Universita’ della Calabria che partecipano al progetto ”TartaCare”, insieme alle associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente e Wwf. Gia’ da un anno le associazioni ambientaliste chiedono l’istituzione di un’oasi naturalistica ”in grado di tutelare – sostengono – il raro ecosistema che caratterizza l’area della costa jonica calabrese”. (ANSA).