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    Lo spettacolo “Così parlò Bellavista” il 5 gennaio al Teatro Gentile di Cittanova

    Saranno Marisa Laurito, Geppy Gleijeses e Benedetto Casillo con la divertente commedia “COSI’ PARLO’ BELLAVISTA”, dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo, ad inaugurare mercoledì 5 gennaio la XVIII Stagione Teatrale 2021/22 al Teatro Gentile di Cittanova.

    La Rassegna è organizzata dall’Associazione Kalomena, con il patrocinio della locale Amministrazione comunale, della Regione Calabria, della Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, della Città Metropolitana ed il sostegno della BCC di Cittanova.

    I biglietti sono in vendita presso il teatro Gentile mercoledì 29 dicembre e lunedì 3 gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 ed il giorno dello spettacolo, oppure possono essere acquistati telefonando ai seguenti numeri di telefono: 3477191399 / 3206184249. INFO: kalomena@libero.it

    “Così parlò Bellavista” è la versione teatrale del celeberrimo libro di Luciano De Crescenzo, già film di grandissimo successo nel 1984, vincitore di due Nastri d’Argento e due David di Donatello. Uno spaccato antropologico vesuviano, con personaggi indimenticabili. Lo spettacolo è ispirato, appunto, alla pellicola del 1984, sia per i dialoghi che per quanto riguarda la trama. La regia di Geppy Gleijeses è curata nei minimi dettagli: molto piacevole anche l’interazione con il pubblico in sala. Gleijeses interpreta il professor Bellavista con grande naturalezza e disinvoltura: un’eredità pesante, considerato il calibro di De Crescenzo.

    Marisa Laurito, moglie di Bellavista, si ispira totalmente all’interpretazione cinematografica di Isa Danieli. Ma il suo carisma e quella “Erre” alla francese è un marchio di fabbrica inconfondibile.

    Benedetto Casillo è lo stesso personaggio del film (vice del sostituto portiere) brilla per comicità.

    Bellissima la scenografia di Roberto Crea che ha riprodotto in modo magistrale il cortile del palazzo dello Spagnolo, dove fu ambientato il film. Con un sapiente gioco di luci, tra l’altro, sembra di essere davanti ad un palazzo reale. 

    NOTE SULLO SPETTACOLO di Geppy Gleijeses: Sinceramente non pensavo ad adattare, produrre, mettere in scena e interpretare “Così parlò Bellavista”. Il ricordo di quel film è nella memoria mia, e soprattutto della gente napoletana, indelebile e forse intangibile. C’era un solo modo limpido e affascinante per portarlo in teatro. Distaccarsi dal film e creare un’opera autonoma, specificamente teatrale.

    E così nell’ adattamento ci sono varie citazioni del romanzo, come ad esempio il secondo “cenacolo” che si conclude con un concetto poetico e geniale, degno del miglior Salvatore Di Giacomo. Parlando delle case di Napoli legate l’una all’altra dalle corde tese da palazzo a palazzo per stendere i panni ad asciugare, scrive così: “Immaginate per un momento che il Padreterno volesse portarsi in cielo una casa di Napoli. Con sua grande meraviglia si accorgerebbe che piano piano tutte le altre case di Napoli, come se fossero un enorme Gran pavese, se ne verrebbero dietro alla prima, una dietro l’altra, case, corde e panni, canzone ‘e femmene e allucche ‘e guagliune…”

    L’adattamento teatrale che ho scritto, come dicevo, non è affatto una pedestre sbobinatura del film. Chi sa di cinema e di teatro ci insegna che sono necessari codici di comunicazione molto diversi. Lo spazio scenico a cui ho pensato e che Roberto Crea ha splendidamente realizzato, ritrae il Palazzo dello Spagnolo, che con i suoi incroci di scale e le sue prospettive diventa un luogo della mente.

    Nella corte del palazzo, suddividendo a volte la scena in settori, si svolge tutto il racconto, con il cenacolo, il tavolo dei pomodori, la trattoria, il negozio di arredi sacri e via dicendo.

    Non avrei potuto condurre in porto questa impresa senza attori straordinari come Marisa Laurito, deliziosa interprete che è stata la migliore amica di Luciano (a questo fatto ci tiene assai!), Benedetto Casillo, mitico Salvatore vice sostituto portiere. E delle musiche in parte originali e in parte nuove del maestro Claudio Mattone.

    Abbiamo voluto ambientare lo spettacolo negli stessi anni del film e in realtà non abbiamo dovuto adeguare all’oggi nemmeno una battuta. Come ci ha insegnato Luciano, dobbiamo avere fede: “Napoli, con il suo spirito d’adattamento, è forse l’ultima speranza che ha il genere umano per sopravvivere “.

    I sentimenti nostri, quelli veri, quelli che Luciano ha descritto, non sono cambiati e non cambieranno mai.

    Assieme a Marisa Laurito, GeppyGleijeses e Benedetto Casillo, saranno in scena Antonella Cioli, Gigi De Luca, Vittorio Ciorcalo, Gianluca Ferrato (Cazzaniga), Ludovica Turrini, Gregorio De Paola,Agostino Pannone, Walter Cerrotta,Brunella De Feudis.