Il rapporto del Censis sulle università italiane fa emergere scenari chiaro-scuri per le realtà accademiche calabresi. Il riscatto di una terra povera e ricca di criticità passa necessariamente da una migliore formazione dei giovani. Creare le condizioni affinché restino in regione formandosi nel migliore dei modi può essere l’unica speranza per arginare quel fenomeno di emigrazione che appare impossibile da arginare. Nel frattempo, però, c’è da raccontare quanto l’Università della Calabria sia una realtà d’eccellenza a livello nazionale, di come Reggio Calabria tutto sommato tenga botta e Catanzaro potrebbe far meglio a livello universitario.
La classificazione
L’indagine sulla qualità delle università italiane ha portato alla compilazione di più graduatorie. La categoria in cui sono divisi gli atenei è stata assegnata in base al numero degli iscritti. Con “Mega atenei statali” si sono individuati quelli con oltre quarantamila iscritti, “Grani Atenei Statali” quelli con matricole attive stimabili tra i ventimila ed i quarantamila iscritti, i medi da dieci a ventimila ed, infine, i piccoli che, invece, non arrivano a diecimila. Discorso a parte, invece ,per i Politecnici.
I parametri
La divisione in cateogorie omogenne permette una valutazione migliore ed una comparazione più oggettiva. Atenei grandi, infatti, potrebbero riscontrare criticità penalizzanti rispetto ad altri con minori iscritti e decisamente meno problemi di gestione. La lente d’ingrandimento del Censis ha riguardato in maniera particolare i servizi, le strutture, le borse di studio disponibili per gli studenti. Un occhio di riguardo, inoltre, c’è stata per la comunicazione dell’Ente e la sua capacità di collocarsi in un circuito di internazionalizzazione. La capacità di porre i propri allievi in una dimensione europea rappresenta un punto importante, poichè rappresenta la porta principale attraverso cui i giovani possono trovare lavoro in contesti più ampi ed avere opportunità pari a quelle, ad esempio, di altri coetanei europei.
La collocazione e la valutazione degli atenei calabresi
Tra i granti atenei l’Unical è dietro solo Perugia. A fare la differenza, in senso positivo, sono le borse di studio e i servizi digitali. E’ davanti a università blasonate come Parma e Pavia. Messina, altra università “calabrese” soprattutto per i reggini, è solo dodicesima su sedici.
Catanzaro, invece, è tra i medi e occupa un sedicesimo posto su diciotto della categoria. Reggio Calabria, invece, tra i piccoli si piazza a metà classifica ottenendo un quinto posto su dieci.






