La Calabria si rialzerà mai? E’ una di quelle domande da un milione di dollari. Nessuno sa quando e se accadrà se tutta la negatività che c’è un giorno passerà dall’essere ordinaria a straordinaria. Nel frattempo c’è solo una risposta univoca, quella relativa all’arma più efficace: la cultura.
Un alto tasso di cultura, almeno in teoria, rappresenta il deterrente più efficace nei confronti di ingiustizie, incapacità di ribellarsi ad un sistema talvolta corrotto e impossibilità a rivendicare i propri diritti. Una teoria affascinante che si scontra, però, in maniera ineluttabile con la pratica. E nulla la racconta meglio dei numeri.
I dati Svimez
Oggi è abbastanza difficile censire quanti scienziati o luminari di qualsivoglia disciplina ci sono nel mondo. Soprattutto se, oltre a quelli nati in Calabria, si volessero considerare anche i figli di emigrati. Nel frattempo, però, c’è un dato che fotografa la situazione in maniera esponenziale. Su 685 mila studenti universitari che sono nati al Sud, quasi 200.000 studiano al Nord (esattamente 175.000). Dopo Basilicata e Molise (40%) la regione con il più alto tasso di emigrazione universitaria è la Calabria. Il 32% degli studenti calabresi ha lasciato la propria terra verso un ateneo del nord. Nel computo, dunque, non vanno ad esempio considerati i tanti reggini che, per ragioni di opportunità e di offerta didattica, scelgono Messina per il proprio percorso di formazione.
Calabria: dati amari
Un “cervello” su tre è già in fuga prima che lo sia diventato. Un dato che fa male se si considera che sul territorio risiedono ben tre atenei e su cui forse in molti ripongono molta poca fiducia. Che fa pensare che più che cittadini della propria regione i giovani calabresi si sentano stretti in una morsa, da cui non vedono l’ora di liberarsi. L’idea che gli studenti scelgano poli d’eccellenza del nord potrebbe essere lo strumento che addolcisce la pillola, ma raccontare qualcosa di diverso dal fatto che, in molti casi, non torneranno più sarebbe una bugia. Un cervello su tre è già andato via.






