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    Consiglio regionale Calabria tra inciuci e ignoranza

    Consiglio regionale Calabria tra inciuci e ignoranza porta avanti i suoi squallidi balletti

    Pirandello al confronto era un dilettante. Lo squallido balletto politico che ha fatto da cornice al rinnovo delle commissioni del Consiglio regionale Calabria è, ben presto, diventato la vera notizia, al di là della notizia del rinnovo in sé.

    Rinvii, inciuci, convocazioni andate deserte, maggioranze variamente composte, scomposte e poi ricomposte sulla base di altri – e ignoti – accordi sottobanco sono il quadro preciso di una politica calabrese che non ha più una forma, anzi prende la forma dell’acqua, che si adatta al recipiente che la contiene.

    La pantomima vagamente vergognosa che ha portato Gentile (opposizione, sulla carta) a essere votato come un membro della maggioranza è solo la plastica rappresentazione del livello degli inciuci che rimbalzano tra Catanzaro e Reggio Calabria, tra Giunta e Consiglio regionale Calabria.

    Consiglio regionale Calabria : il territorio non considera più la classe politica

    Il tutto tra un Oliverio (e la sua corte) sempre più onnipotenti e un territorio (la Calabria) sempre più in agonia.

    Un territorio che, consiliatura dopo consiliatura ha smarrito non solo la prospettiva, il respiro, ma anche il senso di sé.

    Un territorio che, ormai, non solo non crede più alla sua classe politica, ma ha smesso di considerarla.

    Ha smesso di farlo perché proprio la politica ha scelto di delegittimarsi appresso agli interessi di bottega (più o meno piccoli), agli incarichi a questo o a quello.

    Ha smesso di farlo per privilegiare una prospettiva che, si badi bene, non è più quella del territorio ma soltanto il garantirsi il rinnovo della propria carica.

    Una politica, tra l’altro i cui rappresentanti sono sempre più spesso ignoranti (e se non lo fossero non si incazzerebbero per questa affermazione, consapevoli che si tratta solo del participio presente del verbo ‘ignorare’).

    Un altro giro di giostra non si nega a nessuno. E poi un altro e un altro ancora.

    E la nave va…a fondo…

    (giusva branca)