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    Viaggio nella crisi – Turismo 2011: l’Italia agli stranieri, la Calabria no..

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    L’Italia che non piace agli italiani, ma gli stranieri apprezzano. Il 2011, infatti, è stato l’anno in cui la domanda turistica di stranieri per l’Italia ha trainato il settore,

    mentre la domanda interna si è abbassata notevolmente (Il Sole 24 Ore). I turisti stranieri sono aumentati del 3,4% rispetto all’anno precedente, mentre quelli italiani sono diminuiti dell’1,5%.

    Tuttavia, se volessimo intraprendere una riflessione di respiro globale, si noterebbe che la quota turistica italiana, negli ultimi dieci anni, è stata surclassata dai competitors internazionali (soprattutto la Spagna) scendendo al 4,5% (prima era al 6,8%). Una flessione grave se il Ministro per il Turismo e lo Sport Piero Gnudi ha affermato, avendo anche ragione, che “se l’industria turistica fosse gestita al meglio, potrebbe rappresentare il 18-20% del Pil, mentre oggi si aggira solo al 10%”.

    Cosa si dovrebbe fare, allora, dal punto di vista nazionale? Innanzitutto, visto che sono le Regioni ad avere le maggiori competenze per il settore turistico, servirebbe un serio rapporto di collaborazione tra esse ed il Governo nazionale, soprattutto per il potenziamento delle infrastrutture turistiche, vera nota dolente in Calabria, come tra poco vedremo. In secondo luogo, è il mercato cinese ad essere il futuro, anche nel turismo. Si stima che in Europa arriveranno, entro il 2015, circa 130 milioni di turisti cinesi, mentre dei 54 attuali sono ancora davvero pochi quelli che scelgono il nostro Paese per le vacanze.

    In Calabria, il turismo va nella direzione opposta, soprattutto in riferimento a quello straniero. Secondo Unioncamere Calabria, infatti, il numero di viaggiatori stranieri è aumentato nel Paese, ma diminuito nella nostra Regione. Si passa dai 272mila del 2010 ai 244mila del 2011 con un calo dell’11,47%. Il crollo più significativo si registra nella Provincia di Catanzaro (-51,51%), mentre in quella di Reggio Calabria si riscontra l’unico dato positivo regionale: + 17,24%. Tra l’altro, quest’ultima Provincia risulta la più ambita su scala regionale dal turismo straniero nel 2010: il 35,65% l’ha scelta rispetto alle altre. I viaggiatori non italiani, inoltre, hanno pernottato di meno (tre milioni e 280mila nel 2009, 3 milioni e 104mila nel 2010) e speso in minor misura in Calabria, con un decremento pari al 6,37%.

    La Regione, in definitiva, sembra essere più ambita dagli italiani grazie all’aumento del numero di viaggiatori nazionali tra il 2009 ed il 2010: dai 242mila si passa ai 267mila, anche se il numero di pernottamenti e la spesa sono comunque diminuiti.

    In generale, tuttavia, nonostante le bellezze naturali e paesaggistiche, la tradizione culturale e popolare, i prodotti tipici locali e l’ospitalità, il mare e le montagne, la Calabria turistica stenta. E lo fa in un modo così grave da non poter essere accettabile viste le potenzialità che potrebbe sfoggiare. La principale criticità si registra per quanto riguarda i collegamenti stradali e logistici. Senza una rete di collegamenti efficiente e funzionale non può registrarsi un vero incremento dei flussi turistici. Un’inversione di tendenza, in questo senso, si è avuta col piccolo esempio dell’aeroporto di Lamezia Terme il quale, nel 2011, ha raggiunto quota due milioni di passeggeri con un incremento pari al +20,1%. In secondo luogo, come accennato precedentemente, mancano le infrastrutture relative al settore turistico, oltre al danneggiamento derivante dalla presenza della criminalità organizzata sul territorio.

    Tirando le somme, sarà decisivo per la Calabria, dopo aver cercato di tamponare tali criticità, lo sviluppo di una capacità di attrazione del turismo internazionale, soprattutto cinese, vero futuro del settore. E se si pensa che, adesso, sul totale dei viaggiatori stranieri che raggiunge l’Italia, solo lo 0,26% arriva in Calabria, ciò significa che c’è ancora tanta strada da fare.

    (7 – continua)