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    La relazione “nascosta”. La tragedia di Princi era già  scritta

    di Claudio Cordova – A Gioia Tauro non si uccide a caso, né si sbaglia mai l’obiettivo; a Gioia Tauro, come in molte altre parti della Calabria, uccidere è una scienza, ma i metodi, sono, talvolta, così spietati e cruenti da lasciare presagire un gusto per “l’arte della morte”.

    L’atroce sorte toccata all’imprenditore di Gioia Tauro, Nino Princi, che lotta, con il corpo in più parti straziato, per rimanere in vita, era, in qualche modo, già stata paventata da Francesco Forgione nella sua relazione per la Commissione Parlamentare Antimafia.

    Tutto nasce, negli anni, con l’alleanza tra le cosche Piromalli-Molè, le famiglie storiche del centro della Piana. Poi, però, il recente omicidio di Rocco Molè, ancora impunito, cambia qualcosa.

    Scrive Francesco Forgione: “Dopo un periodo di pace mafiosa, l’omicidio di Rocco Molè, di 42 anni, avvenuto a Gioia Tauro nella mattina del 1° febbraio 2008, potrebbe costituire l’innesco di una nuova fase di guerra mafiosa (anche in seno alla stessa cosca “Piromalli-Molè”), finalizzata a ristabilire gli equilibri nella spartizione degli enormi proventi illeciti derivanti dagli investimenti che si stanno effettuando in quella zona, e che nei prossimi anni sono destinati a crescere”.

    Usare il piombo contro i Molè, a Gioia Tauro, non è una cosa di cui possono “fregiarsi” tutti: solo una potenza pari, o forse anche superiore, avrebbe potuto compiere un simile atto. Rocco Molè, considerato il reggente della cosca da sempre alleata con i Piromalli, numerosi precedenti penali alle spalle, sorvegliato speciale della Pubblica sicurezza, condannato in primo e in secondo grado a un ergastolo nel processo Tirreno e in attesa della definitiva sentenza della corte di Cassazione, era infatti il figlio terzogenito del vecchio boss della mafia Nino Molè, morto nel 2006 per cause naturali nel carcere di Secondigliano.

    Il piombo contro i Molè significa che a Gioia Tauro gli equilibri non sarebbero stati più gli stessi e nessuno si sarebbe potuto più sentire al sicuro.

    Quello di Rocco Molè è stato infatti qualcosa in più di un omicidio simbolico, a eccezione del fatto che per simbolico si intenda l’atto forza che una parte mafiosa abbia voluto compiere nei confronti degli avversari e nei confronti dello Stato. Scrive Forgione nella sua relazione: “…il contesto descritto (di relativa pace, ndr) potrebbe essere messo in crisi dall’eclatante e simbolico omicidio del boss Rocco Molè, capo dell’ala militare della cosca Piromalli-Molè, avvenuto nei pressi della sua abitazione, a Gioia Tauro, il 1° febbraio 2008″.Nonostante gli anni, l’impegno delle forze dell’ordine, il potere dei clan più in vista di Gioia Tauro rimane infatti intatto: “Un esempio dell’arrogante potere esercitato dalle cosche sul territorio anche con riferimento all’azione che lo Stato riesce a portare avanti in questo campo, può essere tratto dal comune di Gioia Tauro, ove sono state riscontrate situazioni in cui soggetti appartenenti a cosche molto forti come quelle facenti capo alle famiglie Piromalli e Molè hanno ancora nella propria disponibilità i beni ad essi confiscati”.

    La Piana di Gioia Tauro è un complesso e totale affare nel quale non manca mai la longa manus delle cosche: si va dal traffico degli stupefacenti e di armi, alle estorsioni e all’usura, ma anche l’infiltrazione dell’economia locale attraverso il controllo e lo sfruttamento delle attività portuali.

    Proprio questi ultimi due punti devono essere stati fatali a Nino Princi, imprenditore che molti, a Gioia Tauro, definivano “chiacchierato” . 6 – continua

    Le precedenti puntate:

    1) https://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12325&Itemid=47

    2) https://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12536&Itemid=47

    3) https://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12868&Itemid=47

    4) https://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=13185&Itemid=47

    5) https://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=13752&Itemid=47