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    Letizia Battaglia ci regala la chiosa: “Solo a Berlino ho visto una cosa simile”

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    di Giusva Branca e Raffaele Mortelliti – Le lancette erano a qualche giro dalla mezzanotte quando ha chiuso i battenti la prima serata di “Tabularasa”. Per oltre due ore filate una folla considerevole, stimabile in poco meno di mille persone,

    ha ascoltato senza fiatare, avvolta da un silenzio religioso, le parole di Gherardo Colombo, intervistato da Eduardo Lamberti Castronuovo, di Letizia Battaglia, di Massimo Ciancimino, di Nicola Biondo.

    Bene, al di là dei contenuti pregnanti, delle emozioni che risalivano l’anima ad ogni piè sospinto, la soddisfazione più marcata ed al tempo stesso il segnale di gran lunga più positivo è stato rappresentato dall’affluenza di pubblico che ha marchiato a fuoco la prima uscita di “Tabularasa”. Un contest completamente nuovo non solo per la Calabria, ma per buona parte del Paese, in una città senza dubbio non avvezza a questo tipo di manifestazioni ed a queste tematiche così scottanti ha ricevuto una sorta di visto plebiscitario.

    Ed allora ciò significa che anche a Reggio c’è ancora spazio per parlare, ci sono ancora spiragli di liberta, ciò significa che ove si trovino realtà come Urba/Strill.it disposte ad investire tempo e denari, dall’altra parte c’è tanta gente che ha voglia di esserci. Per ascoltare, per valutare, per pensare, scrollandosi di dosso un’acriticità che è senza dubbio figlia di silenzi di decenni.

    Era quasi l’una del mattino e la gente era ancora là, voleva parlare di persona con gli autori, ed intanto cercava gli organizzatori per ringraziarli dell’opportunità. Un’opportunità ulteriore, invece, quella che tantissimi giovani hanno colto nella prima parte della serata dedicandosi ad un faccia a faccia intenso e straordinario per feeling e contenuti con Gherardo Colombo.

    Per noi potrebbe andare bene così, ma in realtà possiamo dire che “è andata bene così”. Già da stasera torneremo a non accontentarci, ad ambire al gradino successivo, alla crescita della coscienza civile collettiva. Perchè “Tabularasa” non è solo un evento della (scarna) estate reggina. No, “Tabularasa” è lo spunto per un movimento culturale che parta dal basso e, al tempo stesso, è il primo passo di un qualcosa che si radicherà in fretta su tutto il territorio calabrese.

    La chiosa l’affidiamo alle parole di Letizia Battaglia, che, a 76 anni, ancora gira il mondo a caccia di emozioni e di scatti: “Solo a Berlino ho visto tanta gente attenta e partecipe fino alla fine”